05 Marzo 2026
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha continuato a insistere sul fatto che non sarebbe stato lui a spingere il presidente statunitense Donald Trump ad attaccare l'Iran. Secondo il primo ministro, infatti, il tycoon pensava a "fermare Teheran" fin da "prima del suo secondo mandato alla presidenza Usa".
Il primo tema affrontato da Donald Trump prima ancora di tornare ufficialmente alla Casa Bianca sarebbe stato l’Iran. A rivelarlo è stato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un’intervista al programma di Sean Hannity, in cui ha raccontato un incontro con il presidente americano avvenuto a Mar-a-Lago prima della sua seconda inaugurazione.
Secondo Netanyahu, il leader repubblicano non avrebbe avuto dubbi sulle priorità strategiche della sua futura amministrazione. “Prima ancora che fosse inaugurato per la seconda volta, la prima cosa che Donald Trump mi disse fu: ‘Dobbiamo impedire all’Iran di ottenere armi nucleari’”, ha dichiarato il premier israeliano.
Nel corso dell’intervista, Netanyahu ha descritto la Repubblica Islamica come una minaccia diretta non solo per Israele ma anche per gli Stati Uniti e per la stabilità internazionale. “Per 47 anni l’Iran ha gridato ‘morte all’America’”, ha affermato, accusando il regime di aver costruito una "rete globale di terrorismo".
Il premier israeliano ha ricordato anche diversi episodi attribuiti a Teheran nel corso degli anni, sostenendo che il Paese avrebbe attaccato interessi statunitensi e tentato di colpire direttamente la leadership americana. “Hanno bombardato le vostre ambasciate. Hanno tentato di assassinare Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, due volte”, ha dichiarato.
Netanyahu ha inoltre accusato il governo iraniano di repressione interna e di violenze contro la propria popolazione, presentando il confronto con Teheran come una questione di sicurezza globale.
“Questo è un regime impegnato a distruggere gli Stati Uniti d’America”, ha concluso il premier israeliano, ribadendo la necessità di impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e di contrastare la sua influenza nella regione.
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