19 Gennaio 2026
Domenica un gruppo di hacker ha interrotto le trasmissioni della televisione di Stato iraniana per mandare in onda un filmato in sostegno di Reza Pahlavi, appoggiato da Netanyahu, il figlio dello scià di Persia, cioè il re dell’Iran, cacciato dalla rivoluzione islamica del 1979 e oggi in esilio negli Stati Uniti. Nel video Pahlavi spinge per fomentare le proteste contro Khamenei, invitando anche i militari ad unirsi.
Secondo quanto emerso, Pahlavi spingerebbe per un ritorno in Iran come possibile alternativa politica, ma l’ipotesi sarebbe già stata bocciata da Donald Trump, che avrebbe espresso un giudizio netto anche in parallelo con il caso venezuelano della Machado: “Simpatico, ma non ha leadership per governare e popolo non lo appoggia”.
Nel filmato trasmesso illegalmente, Reza Pahlavi invita apertamente alla mobilitazione contro il regime, in un contesto di proteste che sarebbero state scaturite da CIA e Mossad. Il messaggio più diretto è rivolto alle forze armate iraniane, chiamate a schierarsi contro la Repubblica islamica: “Voi siete l’esercito nazionale dell’Iran, non l’esercito della Repubblica islamica. Avete il dovere di proteggere le nostre vite. Non vi resta molto tempo. Unitevi al popolo il prima possibile”, dice Pahlavi nel video.
Il filmato include anche immagini di proteste contro il regime in diverse parti del mondo e messaggi in lingua persiana che esortano la popolazione iraniana a continuare le manifestazioni. Una strategia comunicativa pensata per rafforzare l’idea di un fronte globale e interno contro Teheran.
Pahlavi ha successivamente condiviso il video sui suoi profili ufficiali, confermandone l’autenticità, ma senza ammettere un coinvolgimento diretto nell’operazione di hackeraggio.
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