16 Gennaio 2026
L’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha pubblicato uno spot satirico anti-Usa, realizzato con l’intelligenza artificiale e intitolato “World Police Anthem”, nel quale viene messa in discussione la politica estera degli Stati Uniti. Il video prende di mira il ruolo globale di Washington attraverso una narrazione ironica che attraversa decenni di interventi militari e scelte geopolitiche. Nel montaggio compaiono riferimenti espliciti alle guerre in Medio Oriente e alle ingerenze in America Latina. Dall’Iraq al Venezuela, la critica si sviluppa in forma musicale e visiva.
L’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha diffuso sui social un video musicale realizzato con l’intelligenza artificiale dal titolo “World Police Anthem” (“Inno della Polizia Mondiale”), che utilizza la satira per criticare la politica degli Stati Uniti. Un’operazione comunicativa che mescola propaganda, intrattenimento e cultura digitale, inserendosi nel clima di crescente competizione tra Pechino e Washington.
In meno di 24 ore il filmato ha superato le 35mila visualizzazioni, suscitando reazioni contrastanti a livello globale. Il brano, lungo circa 94 secondi, è costruito su citazioni reali pronunciate negli ultimi decenni da presidenti, segretari di Stato e alti funzionari Usa. Le frasi, trasformate in voci cantate su una base pop-elettronica dai toni marziali, danno vita a un ritornello ironico e ripetitivo: “World police, world police, oil and power overseas; world police, world police, rules bend conveniently”.
Protagonista del videoclip è un’aquila, simbolo degli Stati Uniti, raffigurata come un poliziotto con occhiali da sole e la scritta “World Police”. La figura animata guida lo spettatore attraverso una sequenza di immagini che alternano animazioni caricaturali e filmati reali di dichiarazioni ufficiali e di eventi internazionali. Tra questi compaiono i bombardamenti sulla Serbia nel 1999, l’ingresso delle truppe americane a Baghdad e scene più recenti provenienti dall’Iran, in un montaggio che accosta passato e presente della politica estera statunitense.
Tra le citazioni più riconoscibili figurano una frase di George W. Bush sull’invasione dell’Iraq (“Prenderemo il petrolio”), i riferimenti al “Nuovo ordine mondiale” di George H. W. Bush, oltre a dichiarazioni sul ruolo globale degli Stati Uniti di Barack Obama e dell’ex segretario di Stato Mike Pompeo. Il messaggio che ne emerge è quello di una potenza che, secondo la narrazione cinese, si auto-investe del ruolo di “poliziotto del mondo”, intervenendo militarmente e politicamente in diverse aree strategiche, dal Medio Oriente all’America Latina, Venezuela compreso.
Lo stile richiama i moderni videoclip di propaganda satirica, con montaggi rapidi, testi in sovrimpressione ed estetica volutamente caricata, molto vicina al linguaggio dei meme e dei contenuti virali. Una scelta non casuale, pensata per intercettare un pubblico giovane e internazionale, più sensibile a formati brevi e condivisibili che ai tradizionali comunicati istituzionali.
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