03 Gennaio 2026
L'europarlamentare della Lega Roberto Vannacci ha pubblicato sui suoi social un breve video in cui ha paragonato il raid statunitense sul Venezuela alla situazione fra Russia e Ucraina. Vannacci ha infatti voluto denunciare il doppio standard sul diritto internazionale applicato in Unione Europea: "Mi aspetto che ora la signora Von der Leyen congeli gli asset Usa in Ue, che diamo 90 miliardi di euro in armi a Caracas e che formiamo i Volenterosi per Maduro".
Roberto Vannacci accende il dibattito politico con un intervento destinato a far discutere, mettendo a confronto la guerra della Russia e dell'Ucraina con l'attacco degli Stati Uniti al Venezuela. In un video diffuso sui social, l’eurodeputato leghista usa l’ironia per denunciare quella che definisce una doppia morale dell’Occidente in materia di diritto internazionale e reazioni politiche.
Vannacci ha aperto il video con un riferimento diretto all’azione americana:
"Su ordine del presidente Trump, le forze armate degli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela, colpendolo in alcuni punti critici".
Da qui, una lunga sequenza di aspettative provocatorie rivolte ai leader europei: "Ora mi aspetto che la signora Von der Leyen congeli i beni finanziari statunitensi in Europa e soprattutto che ci indebitiamo per altri 90 miliardi di debito comune per dare armi a Caracas".
Il paragone è poi proseguito coinvolgendo i principali leader europei: "E poi mi aspetto che Starmer, Merz e Macron si riuniscano in un gruppo di volenterosi per offrire le truppe a Maduro".
Non è mancato il riferimento al dibattito giuridico: "Poi mi aspetto qualche giurista che ci faccia una disquisizione sul diritto internazionale".
Vannacci ha risposto anche preventivamente alle critiche: "E a chi mi dice che sono puerile e che è una questione di distanza, ricordo che la Guadalupa, che è Francia, è molto più vicina a Caracas di quanto Parigi lo sia a Kiev".
E ha aggiunto un secondo esempio geografico: "E ricordo anche che Saint Martin, che è Olanda, è molto più vicina a Los Roques di quanto Amsterdam lo sia al Donbass".
La conclusione è netta: "Benvenuti nel mondo reale e addio al mondo delle percezioni".
Un intervento che rilancia lo scontro politico sulla coerenza dell’Occidente e sulle narrazioni dominanti nei conflitti internazionali.
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