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Mahsa Amini Teheran, Iran sull’orlo della rivoluzione: “Morte al dittatore”. VIDEO

A Teheran si susseguono le manifestazioni di protesta contro la guida suprema Khamenei e il presidente Raisi: “Verrà il giorno in cui saremo armati”

Di Mariofilippo Brambilla di Carpiano

21 Settembre 2022

Iran sottosopra, dilagano ovunque le proteste di massa seguite all’uccisione della ventiduenne Mahsa Amini, avvenuta venerdì scorso a Teheran, dopo che era stata arrestata dalla polizia religiosa per non aver indossato il velo hijab, nella maniera ritenuta corretta dalle leggi coraniche. La furia dei manifestanti, scesi in piazza in tutto il Paese contro il trattamento brutale riservato alle donne dalle forze speciali, potrebbe portare alla paralisi del regime ed al suo definitivo collasso. Saranno i prossimi giorni a stabilire se, da questo epicentro, partiranno le scosse in grado di abbattere la repubblica islamica, in preda ad una crisi che da tempo pare irreversibile.

Mahsa Amini, Iran sull’orlo della rivoluzione: “Morte al dittatore”. VIDEO

A Teheran i manifestanti gridano “verrà il giorno in cui saremo armati”, “morte al dittatore” e altri slogan contro la guida suprema Khamenei e il presidente Raisi, mentre l’hashtag in farsi #MahsaAmini ha ottenuto milioni di condivisioni su tutti i principali social network, strumenti che gli iraniani sanno maneggiare egregiamente. Durante la rivoluzione islamica del 1979 contro lo Shah, le parole d’ordine dei rivoltosi, impartite da Khomeini, venivano registrate su delle audio cassette e poi ascoltate in segreto nella quiete apparente delle moschee. Oggi a parti invertite la contestazione al regime degli ayatollah viaggia sul web alla velocità della luce. 

Minigonna e bikini, sono lontani più di quarant’anni i tempi in cui le iraniane erano libere di lavorare e vivere come nelle società moderne contemporanee, ed è una data ancora più remota il 1936, l’anno in cui Reza Shah aboliva platealmente l’obbligo del velo per le donne. Si è definitivamente consumata la frattura tra i giovani (il settanta percento della popolazione) e il potere teocratico che non li rappresenta. Tra le loro istanze c’è il desiderio di vivere in pace con gli altri paesi dell’aerea medio orientale, in netto contrasto con l’attuale regime che dissangua le casse dello Stato mantenendo guerre per procura in Siria, Libano e Yemen, che promuove il terrorismo sciita e fomenta la destabilizzazione dei paesi arabo-sunniti. Per chi un tempo nasceva in quel paese, il passaporto iraniano, era un ambito lasciapassare che apriva facilmente le porte del mondo esterno, oggi invece avviene l’esatto contrario. Le redazioni dei giornali internazionali vengono intasate di notizie dell’ultima ora: le piazze si infiammano per Mahsa Amini, morta per una ciocca di capelli ritenuta immorale.

Mahsa Amini, Iran sull’orlo della rivoluzione: “Morte al dittatore”. VIDEO

A Qazvin, nel nord-ovest, le forze di repressione non osano intervenire contro i manifestanti, mentre da tutto il resto dell’Iran cominciano a diffondersi le immagini di scontri e incidenti tra i corpi speciali e i dimostranti. Dagli Stati Uniti fa sentire la sua voce il principe Reza Pahlavi, il figlio dell’ultimo Shah e maggiore leader dell’opposizione persiana in esilio, si rivolge con un video messaggio ai suoi compatrioti: “Siate determinati a scegliere il vostro destino e a costruire il vostro futuro”.

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