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Gaza, raid Idf a Tuffah e Zeitoun, morte 18 persone e bambina di 4 anni, stop a evacuazione dei feriti attraverso valico di Rafah

I raid hanno colpito aree densamente popolate, aggravando una situazione umanitaria già devastata da mesi di conflitto e restrizioni

04 Febbraio 2026

Gaza, raid Idf a Tuffah e Zeitoun, morte 10 persone e bambina di 4 anni, stop a evacuazione dei feriti attraverso valico di Rafah

Gaza e camion al Valico, fonte: X @mahmoodjailai45

A Gaza, nuovi raid israeliani hanno ucciso almeno 18 persone, tra cui una bambina di quattro anni, mentre è stata annullata oggi l’evacuazione dei feriti attraverso il valico di Rafah. Sullo sfondo, continuano l’accaparramento delle terre e gli attacchi mortali contro i palestinesi nonostante il cessate il fuoco, aggravando una crisi umanitaria segnata da povertà estrema e da un inverno rigido che piega ogni giorno la popolazione civile.

Gaza, raid Idf a Tuffah e Zeitoun, morte 18 persone e bambina di 4 anni, stop a evacuazione dei feriti attraverso valico di Rafah

Secondo le ultime informazioni sarebbero undici le vittime segnalate a Gaza City, nei quartieri di Tuffah e Zeitoun, mentre altre persone sono morte a Khan Younis, nel sud della Striscia. Tra le vittime ci sarebbero diversi minori, inclusa una bambina di quattro anni e un neonato di pochi mesi. Il bilancio complessivo parla di almeno 18 morti durante la notte, con numerosi feriti trasportati in ospedali già allo stremo. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver risposto al fuoco contro uomini armati nel nord dell’enclave, sostenendo che un ufficiale sarebbe rimasto gravemente ferito durante le operazioni. In risposta, sono stati effettuati bombardamenti con carri armati e attacchi aerei. Le autorità palestinesi parlano invece di raid indiscriminati che hanno colpito aree densamente popolate, aggravando una situazione umanitaria già devastata da mesi di conflitto e restrizioni.

Alla violenza dei bombardamenti si aggiunge la paralisi delle evacuazioni mediche. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha comunicato che oggi è stata annullata la procedura di trasferimento dei feriti attraverso il valico di Rafah. Un portavoce ha spiegato "purtroppo siamo stati informati che la procedura di evacuazione di oggi è stata annullata", precisando che i pazienti avrebbero dovuto essere sottoposti a controlli preliminari all’ospedale della Croce Rossa prima di essere trasferiti in ambulanza verso l’Egitto o altri Paesi. Il valico di Rafah, unica porta di uscita dalla Striscia che non conduce in Israele, resta di fatto quasi chiuso. Solo pochissime persone riescono ad attraversarlo ogni giorno, un numero nettamente inferiore a quello necessario per rispondere ai bisogni di migliaia di feriti, malati cronici e bambini in condizioni critiche. La sospensione delle evacuazioni significa per molti pazienti la rinuncia a cure salvavita.

Nel frattempo, nonostante il cessate il fuoco formalmente in vigore, continuano gli attacchi contro i palestinesi e l’accaparramento delle terre, soprattutto in Cisgiordania, dove le operazioni militari e le incursioni notturne restano quotidiane. I residenti denunciano soprusi costanti, arresti arbitrari e violenze che colpiscono in modo sproporzionato civili, giovani e lavoratori. A Gaza la popolazione è stretta tra le macerie, la mancanza di elettricità, acqua potabile e carburante, e un inverno rigido che rende ancora più difficile la sopravvivenza nei campi improvvisati e negli edifici danneggiati. Migliaia di famiglie vivono in tende o rifugi di fortuna, senza riscaldamento né servizi adeguati, mentre la povertà estrema continua a piegare ogni giorno una popolazione già provata da anni di blocco e violenze.

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