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Mutti, AD Mutti S.p.A.: “Per raccontare quello che c’è dietro un’azienda la comunicazione è un elemento cardine”

L’Amministratore Delegato di Mutti S.p.A. spiega a Il Giornale d’Italia, a margine del Forum WPP The European House – Ambrosetti, l’importanza del comunicare la marca e di come l’azienda si occupi da sempre di sostenibilità

19 Novembre 2021

“Per Mutti senz’altro il tema della comunicazione è un elemento cardine per la marca- afferma a Il Giornale d’Italia Francesco Mutti, AD Mutti S.p.A. - soprattutto quando ci sono dei valori che vanno anche oltre il prodotto che rappresenta il primo elemento ma non l’unico, la capacità di trasmettere tutto quello, o almeno una parte di quello che c’è dietro una realtà e come una grande azienda passa in modo imprescindibile dalla comunicazione. “

“Dobbiamo ancora capire quando finirà la pandemia, dovemmo capire quali saranno i cambiamenti che avverranno nella mente nostra e di noi consumatori. Un passaggio che normalmente è abbastanza lento ma senz’altro fenomeni così importanti e intrusivi, come questo Covid che ci ha colpito negli ultimi due anni, tenderanno a ulteriori cambiamenti, ad accelerazioni di fenomeni già in atto che troveranno in questo nuovo contesto accelerazioni. Quindi forse più che nuove abitudini troveremo accelerazioni di trend che già erano in atto.”

“Noi trasformiamo un prodotto che è della terra, viviamo in aperta campagna e il nostro legame con la l’ambiente è una cultura che risale a tempi di gran lunga antecedenti ad oggi e rispetto ad una sensibilità come la sostenibilità che per fortuna sta venendo avanti. Giovanni Mutti parlava di rotazione dei terreni nella seconda metà dell’800 proprio perché è uno tra i modi naturali per preservare la salubrità, la forza e la vigoria del terreno stesso. Tutto questo si tramuta in un a serie di atti che partono dal 1999 con tutta la produzione a lotta integrata, piuttosto che la collaborazione con il WWF che abbiamo da più di 10 anni, fino a progetti che abbiamo oggi come la rinaturalizzazione di alcune anse de Po che sono abbandonate, dopo essere state “maltrattate”. Oggi dobbiamo davvero riscoprire il fondamento della nostra natura che è vivere all’interno di un contesto naturale.”

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