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E chi l’ha detto che i nobili non contano più? Il “battibecco” tra coloro che vogliono bloccare la grande viabilità di Firenze, ed il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – VIDEO

Nobili fiorentini sul piede di guerra dopo la realizzazione del “cubo nero” che ha fatto imbestialire conti, contesse, marchese e principesse. C’è chi accusa le autorità di aver lasciato strada libera agli speculatori senza intervenire. Intanto la magistratura indaga

24 Febbraio 2026

E chi l’ha detto che i nobili non contano più? Il “battibecco” tra coloro che vogliono bloccare la grande viabilità di Firenze, ed il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – VIDEO

C’è sempre un inizio, una scintilla che fa scoppiare il “caso”. La questione che non è andata giù a molti, a Firenze, è stata la realizzazione di un edificio “monstre”, subito ribattezzato il “cubo nero” al posto dell’ex teatro Comunale, abbattuto e ricostruito a pochi metri, all’interno del parco delle Cascine. Un’opera senz’altro funzionale, con sale perfettamente insonorizzate capaci di ospitare migliaia di appassionati di musica classica, ma non solo. Nel periodo primaverile viene organizzata la stagione dei concerti denominata Maggio Musicale Fiorentino, con artisti di fama internazionale che fanno invidia, per la programmazione offerta, ai teatri delle più importanti capitali europee. Dicevamo che tutto è partito «cubo nero», l’ex teatro del Maggio Musicale Fiorentino, abbattuto e ricostruito per far posto ad appartamenti e residenze di lusso gestite dalla Starhotels di Elisabetta Fabri, proprietaria della nota catena alberghiera con strutture in tutto il mondo, per un periodo legata all’ex premier Matteo Renzi che la nominò nel 2014 membro del Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane. Il gruppo Starhotels va a gonfie vele. «Sono 34 strutture 4 e 5 stelle in Italia, Londra, Lugano, Parigi e New York che fanno dell'autentica ospitalità italiana una questione di stile» come recita il sito della catena. Ma il problema non è addebitabile alla signora Fabri, che si limitata a fare il suo legittimo business, ovvero prendere in gestione la nuova struttura ricettiva, composta di appartamenti di lusso. L'imprenditrice è ben inserita nella società fiorentina, dove compare anche nel comitato organizzatore di “Artigianato e Palazzo” che si svolge ogni anno nei giardini di palazzo Corsini di via della Scala, portato avanti da Sabina Corsini e Neri Torrigiani, i quali si sono sempre presi a cuore le sorti della città, ormai degradata ad un mangificio e dormificio, ad uso e consumo di turisti “poco attenti”, quanto ad amministratori locali “poco attenti”, o forse sarebbe il caso di dire “molto attenti alla speculazione edilizia”, e all’ex Soprintendente (e ai suoi funzionari) di Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze, che volutamente non citiamo, ma che hanno lasciato la “patata bollente” alla nuova funzionaria, la dottoressa Antonella Ranaldi, la quale poco poteva fare, se non constatare quanto fatto in precedenza. Il "cubo nero" di Firenze, noto come Teatro Luxury Apartments in Corso Italia, è un complesso residenziale di lusso nato dalla riconversione dell'ex Teatro Comunale, composto da 156 appartamenti gestiti appunto da Starhotels. Progettato dallo studio Vittorio Grassi Architects per il fondo Future Living (Hines & Blue Noble), offre servizi esclusivi con tariffe di affitto breve elevate.Ormai il “cubo” è li, difficilmente verrà abbattuto, anche se la Procura di Firenze ha aperto un’indagine, affidata a Guardia di Finanza e Carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Marilù Gattelli. Sono arrivate le prime contestazioni dei magistrati: i pm hanno inviato avvisi di garanzia a una decina di persone, ipotizzando reati quali abuso edilizio, falso ideologico, violazione alle norme urbanistiche sul paesaggio. Gli avvisi sono stati invitati a comparire in Procura. Tra gli indagati ci sono membri della Commissione paesaggistica del Comune di Firenze e dirigenti e tecnici degli uffici urbanistici della pubblica amministrazione cittadina. I magistrati nei mesi scorsi avevano acquisito atti e documenti presso la Direzione urbanistica del Comune e presso la Soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio. Avevano studiato il percorso del progetto e analizzato i pareri e le decisioni comunali che avevano dato il via libera alla trasformazione urbanistica dell’area dell’ex Teatro comunale, dismesso e demolito per far posto a un’operazione immobiliare che prevede la costruzione di appartamenti di lusso e residenze per soggiorni temporanei per turisti ad alta capacità di spesa. Ma adesso, all’orizzonte, c’è il pericolo che le ex Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, un’area di otto ettari tra la stazione Leopolda e le Cascine, tre anni fa venduta a un fondo lussemburghese che intende farvi una trasformazione residenziale di lusso, siano oggetto di nuovi “stravolgimenti” senza tener conto del contesto urbano fiorentino. Le famiglie nobili, si sono svegliate dal torpore, e hanno formato un comitato per chiedere che al posto delle ex Ogr venga fatto un parco sul modello del Kulturforum di Berlino. Tra loro ci sono Donna Rezia Corsini Miari Fulcis, Filippo Corsini, Sabina Corsini, Francesca Carrara Screti, Stefano Dalgas, Giorgio della Seta, Marco Geddes da Filicaja, Ginevra Marchi, Elisabetta Pandolfini, Idanna Pucci, Corso Rucellai, Fabio Sanminiatelli, Ginevra Sanminiatelli, Giorgio Galletti, l’architetto e urbanista Roberto Budini Gattai, tra i più agguerriti agli scempi fiorentini degli ultimi anni. Dulcis in fundo si è aggiunta un principessa reale di tutto rispetto, discendente dei re di Francia e prima moglie del defunto Duca Amedeo di Savoia-Aosta, Claude d'Orléans. Figlia di Enrico d'Orléans, pretendente al trono francese, vanta tra i suoi antenati re di Francia, imperatori del Portogallo e del Brasile, duchi di Sassonia, re di Spagna. Nata in Marocco 82 anni fa, Claude d'Orléans è legata a Firenze dal 1964, città nella quale è tornata a vivere in pianta stabile dopo un periodo lavorativo trascorso alla tenuta del Borro dei Ferragamo, dove curava le pubbliche relazioni. «Ormai mi sento più italiana che francese», dice, «e non mi piacciono certe storture come stanno accadendo a Firenze negli ultimi tempi dove ormai i fiorentini residenti sono una rarità. Ho aderito al comitato promosso da Roberto Budini Gattai, e ho grande fiducia in lui perché so bene che non fa mai battaglie campate in aria. Secondo, perché sono d'accordo con l'appello, visto che credo che la città vada tutelata e non distrutta». A sottolineare le “storture” degli ultimi anni è l’architetto Roberto Budini Gattai, non nuovo a questo tipo di proteste pacifiche e legittime: il professore di Urbanistica dell’Università di Firenze ricorda che alle ex Ogr, oltre a capannoni moderni da demolire ci sono di monumentali da salvare, attorno ai quali potrebbe nascere «un parterre vegetale, disegnato e alberato per manifestazioni che alleggeriscano le piazze del centro». Budini Gattai, nella conferenza stampa organizzata a palazzo Corsini, fa una “lezione” di urbanistica: «Non si può riempire tutto, il vuoto è l'unico modo per recuperare la città in un'area che sarà l'ombelico di Firenze. E dobbiamo smettere di scrivere la città scheda per scheda, dobbiamo recuperare una visione complessiva dell'urbanistica che preveda anche spazi non edificati. Altrimenti, senza vuoti, quanto costruito perderà valore». Dei sedici esponenti delle nobili famiglie fiorentine, Claude è la più agguerrita. Del resto non bisogna dimenticare che i Medici hanno dato ben due regine alla Francia e all’epoca erano esportatori di buone maniere e cultura. Forse i tempi sono cambiati. Di Andrea Cianferoni

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