19 Febbraio 2026
Opera del Duomo di Firenze, partono i cantieri di restauro e conservazione dei monumenti e degli immobili dell’area
L’Opera di Santa Maria del Fiore ha pianificato un ampio programma di restauri che hanno interessato e interesseranno i monumenti e gli immobili di Piazza del Duomo di Firenze, tra cui il Campanile di Giotto, il Collegio Eugeniano e il Museo dell’Opera del Duomo. “Un investimento di oltre 60 milioni di euro - spiega il presidente dell’Opera Luca Bagnoli - per gli interventi su questi tre edifici”. Dal 9 marzo 2026 prenderà avvio il restauro del Campanile di Giotto, che avrà una durata di circa 4 anni e un costo di oltre 7 milioni di euro, interamente sostenuto dall’Opera. La realizzazione del ponteggio del cantiere di restauro durerà 4 mesi (termine previsto a metà del mese di luglio). Il ponteggio - un’opera unica, altamente ingegneristica - è stato progettato per avere il minore impatto visibile all’esterno, lasciare libera la visuale per chi visita il monumento e non limitare il percorso interno e la fruizione della terrazza panoramica. Il ponteggio permetterà di restaurare il monumento a fasi, partendo dall’alto per svilupparsi verso terra. Al completamento di ogni fase di restauro, il ponteggio sarà traslato verso il basso, dove proseguirà l’intervento, e la parte restaurata sarà svelata e visibile a tutti. A terra sarà predisposta un’area di cantiere, più larga durante le fasi di montaggio del ponteggio e più stretta durante l’intervento di restauro. E’ la prima volta che il Campanile di Giotto è oggetto di un restauro nella sua interezza, nel passato ci sono stati numerosi interventi, documentati a partire dal 1939, ma relativi solo a parti del monumento. L’intervento di restauro, che inizierà una volta terminata la realizzazione del ponteggio, si è reso necessario e non procrastinabile per mettere in sicurezza il monumento, caratterizzato da un forte degrado delle superfici di rivestimento esterno (marmo bianco, Verde di Prato e rosso di Cintoia), particolarmente evidente negli elementi aggettanti della terrazza sommitale (mensole) e negli apparati decorativi. Terminerà, entro questo mese di febbraio, il cantiere di restauro dello storico Collegio Eugeniano, in via dello Studio, che diventerà la sede principale dell’Opera di Santa Maria del Fiore e dove saranno trasferiti entro giugno 2026 gli uffici e la mensa aziendale. Il restauro dell’edificio, anche questo finanziato interamente dall’Opera con 13 milioni di euro, ha avuto inizio nel settembre 2023. L’edificio di 1.600 mq è il risultato di due corpi di fabbrica, quello più antico, risalente al Trecento, realizzato dalla Repubblica Fiorentina per lo Studium Generalis, la prima università fiorentina. Il secondo, ebbe la sua origine agli inizi del Seicento per dare ospitalità alla “famiglia” dei Padri Scolopi, arrivati a Firenze proprio in quegli anni e dediti all’insegnamento e l'istruzione dei fanciulli poveri. Stanno proseguendo, come da programma, i lavori del cantiere per l’ampliamento del Museo dell’Opera del Duomo. L’acquisizione del confinante Palazzo Compagni nel 2023, permetterà al museo - che passerà dagli attuali 6.000 mq ai circa 11.000 - di essere dotato di un percorso di visita più lineare ed organico e di avere funzioni indispensabili come spazi per mostre temporanee, una sala per incontri e convegni, una caffetteria con annesso giardino e nuovi servizi per i visitatori. I lavori di restauro atti a rendere l’edificio idoneo ad ospitare le nuove sale museali sono iniziati nel 2023 e finiranno nel 2030. Il nuovo progetto del museo è stato commissionato dall’Opera a Guicciardini & Magni Architetti, che insieme ad Adolfo Natalini avevano firmato il museo esistente. Per la nostra istituzione si tratta di un investimento, che comprende l’acquisto del Palazzo e i lavori di realizzazione del Museo, stimato in complessivi 39 milioni di euro, ai quali si devono sommare i costi per il restauro delle opere che si aggiungeranno a quelle già conservate nell’attuale museo. “L’Opera di Santa Maria del Fiore investe, solo per questi tre cantieri oltre 60 milioni di euro - spiega il presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Luca Bagnoli. Accanto alla finalità di conservazione e restauro del complesso monumentale del Duomo di Firenze vi è anche l’assunzione di una responsabilità sia culturale che sociale sul patrimonio edilizio della città. Da una parte l’acquisto di Palazzo Compagni e il recupero del Collegio Eugeniano ha permesso di sottrarre questi edifici al mercato immobiliare speculativo. Il trasferimento della sede dell’Opera nel Collegio Eugeniano permetterà di liberare circa 1.500 mq di spazi che consentiranno la realizzazione di 17 immobili a destinazione residenziale e commerciale (uffici e negozi). L’Opera da tempo, accanto a una vocazione culturale e turistica – ne sono testimoni 1,4 milioni di visitatori e i numerosi eventi realizzati, come ampiamente riportato nel bilancio di sostenibilità pubblicato sul sito - persegue una ormai consolidata politica immobiliare volta a tutelare la presenza di residenti nel centro storico. In questo, l’Opera è disponibile a effettuare ulteriori investimenti, questa volta di natura patrimoniale, e in particolare a valutare l’acquisto di altri edifici storici della città da destinare a abitazioni”.
Il campanile della Cattedrale di Santa Maria del Fiore - universalmente noto come “Campanile di Giotto”, dal nome del grande artista che ne fu il primo ideatore – è una delle più belle torri campanarie d’Europa e un capolavoro dell’arte gotica italiana. La torre, un parallelepipedo di pietra forte interamente rivestito di marmi, ha una base quadrata di 15 metri per lato e si innalza fino a 85 metri, qualificandosi come il terzo edificio più alto della città, dopo la Cupola di Brunelleschi e la Torre di Palazzo Vecchio, e, insieme a questi, come uno dei suoi edifici identitari. Concepita su più livelli, ben scanditi dalle decorazioni esterne, la torre si percorre salendo una scalinata di 414 scalini che, nella metà superiore, attraversa tre logge sovrapposte, aperte su eleganti coppie di bifore e grandi trifore, da cui si gode una vista sulla città che si amplia progressivamente, fino a raggiungere un terrazzamento sommitale con coronamento a sbalzo. L’ideazione e l’inizio della costruzione furono affidati a Giotto nel 1334. Alla sua morte, tre anni più tardi, l’incarico passò al suo allievo Andrea Pisano, che completò il terzo livello e lo ornò di rilievi e sculture. Infine, Francesco Talenti completò l’edificio nel 1359, conferendogli l’aspetto attuale. All’esterno, il Campanile è totalmente ornato da marmi bianchi, Verde di Prato e rosso di Cintoia, lavorati con motivi geometrici e floreali, ed è impreziosito nei primi livelli da un complesso straordinario di sculture, realizzate tra XIV e XV secolo, i cui originali sono oggi esposti nel Museo dell’Opera, tra cui i celebri profeti di Donatello. Il Campanile è dotato di 12 campane, di cui cinque più antiche oramai dismesse; la più grande di queste (di 165 cm d’altezza per 142 cm di diametro e del peso di 1.268 kg), chiamata “Apostolica”, venne realizzata nel 1401 dai fonditori Niccolò e Luca Bondigi da Cortona e la si può ammirare lungo il percorso di visita.
Collegio Eugeniano Il palazzo è frutto della fusione di due edifici con origini diverse: quello più antico dei due, fu realizzato alla fine del Trecento, per ospitare lo “Studium Generalis”, la prima università fiorentina nata sui casolari dei Tedaldini. Il secondo è il risultato della trasformazione, agli inizi del Seicento, di alcune case e spazi, per dare ospitalità alla “famiglia” dei Padri Scolopi. Alla fine del Settecento e in modo più incisivo dopo gli anni napoleonici, i due edifici iniziarono a fondersi in un unico palazzo su più piani. L’unione dei due palazzi non fu un processo indolore: nei tanti lavori intrapresi nei secoli, molte delle antiche testimonianze architettoniche e artistiche andarono perdute. Alla fine del XVIII secolo trovò sede nell’edificio il Collegio Eugeniano che vi rimase fino al 1937. Da quegli anni in poi, i tre piani del palazzo furono spezzettati in molteplici ambienti e affittati a varie associazioni e professionisti. Le pessimi condizioni strutturali dell’edificio spinsero l’Opera, nel 2012, a commissionare una verifica statica sull’intero immobile, verifica che produsse una relazione dai toni allarmanti. Per questo il palazzo fu interdetto all’accesso fino a quando non fossero state eseguite opere di miglioramento strutturale. Opere che hanno preso avvio nel 2023 con la progettazione e la realizzazione del cantiere e nel 2024 l’inizio dei lavori. Palazzo Compagni La storia di Palazzo Compagni risale al Duecento quando la famiglia dei Cresci era proprietaria del complesso. Nel 1525 passò prima ai Libri e successivamente agli Alessandrini fino alla metà del Settecento (1748) per poi diventare di proprietà dei Compagni. Alla morte dell'ultimo discendente (1808) la proprietà fu ereditata dai Naldini e quindi acquistata dai Martini. Successivamente il palazzo passò nelle mani di altre proprietà e nel 1929 venne acquisito dalla Cassa Nazionale Infortuni. Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale. Di Andrea Cianferoni
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