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Uno strano cielo illumina la Galleria Poggiali a Milano

L'opera ambientale di Andreas Zampella indaga la natura morta

14 Febbraio 2026

Milano, 14 feb. (askanews) - La Galleria Poggiali presenta Il cielo sopra Milano, mostra di Andreas Zampella a cura di Nicolas Ballario: un'installazione che ricrea negli spazi della galleria in Foro Bonaparte 52 uno strano cielo stellato, che si può ammirare ogni notte dall'esterno.

In occasione dell'inaugurazione, ne ha parlato ad askanews l'artista: "È un lavoro ambientale, il titolo è Il cielo sopra Milano e rappresenta appunto il cielo sopra Milano. Sono molto indeciso sul termine rappresentazione: un po' lo rappresenta, un po' lo è. L'oggetto che è natura morta, è un oggetto comunque vivente, è un po' un attore, un po' un personaggio che si fa corpo celeste, quindi diventa un cielo. È un esperimento di natura morta, è un approfondimento del termine natura morta. Anche i quadri approfondiscono comunque questa tipologia di tema. Che cos'è natura morta? I quadri sono natura morta dipinta su natura morta, sono degli stracci, dei canovacci, dei lenzuoli usati che diventano appunto protagonisti. Io dipingo sopra, aggiungo delle cose, cambio, trasformo il senso di questi canovacci sporchi che hanno già una loro storia e una loro vita e ovviamente aggiungo una narrazione e così li trasformo, gli cambio il ruolo. Una natura morta è uno spettacolo e in uno spettacolo ci sono dei ruoli. La Galleria Poggiali a Milano è in una galleria che ha una faccia su strada quindi è una galleria vetrina, ha una vetrina, quindi è possibile vedere questa installazione tutta la notte. Ci tenevo appunto che fosse visibile anche di notte, soprattutto di notte, in realtà è appunto un lavoro notturno, non è un lavoro che si vede alla luce del sole, è un lavoro che si vede al buio e quindi mi piaceva anche lì invertire questa cosa, la galleria che in genere si visita di giorno, in questo caso si visita di notte".

Andreas Zampella elabora l'idea che la vita quotidiana sia una rappresentazione continua e che la natura morta sia oggi una forma pura di spettacolo. Dal soffitto della Galleria Poggiali prende forma una costellazione innaturale. Oggetti di uso comune, frammenti del quotidiano e resti di una civiltà iperfunzionante vengono incollati, sospesi, sottratti alla gravità del loro destino e brillano. Il buio li accende. La fluorescenza li trasforma in corpi celesti improvvisati. Sono oggetti destinati a essere buttati, e forse anche per questo diventano una natura morta. Ma è una natura morta che tradisce il suo stesso nome: perché qui nulla è davvero immobile, nulla è pacificato. Queste forme sembrano vive, instabili, pronte a mutare stato. La luce che emanano non consola, inquieta.

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