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Nemo per davvero: dietro le quinte del Museo Oceanografico di Monaco

Fondato da Alberto I noto come il "Principe navigatore"

11 Febbraio 2026

Monaco, 11 feb. (askanews) - Sembra quasi di essere davanti alle prime sequenze del film Nemo: una coppia di pesci pagliaccio vegliano le proprie uova. E invece è tutto vero: siamo dietro alle quinte del Museo Oceanografico di Monaco, ovvero le riserve tropicali dell'Istituto Oceanografico. Qui oltre ai pesci pagliaccio ci si occupa di tante altre cose, a partire dalla riproduzione dei coralli. Asessuata. Si comincia da un rametto, in condizioni di temperatura, salinità ideali e anche di luce, e a partire da un piccolo pezzo si può arrivare a una colonia. "Una colonia che quando raggiunge le dimensioni ottimali può essere portata e montata nei nostri acquari. La particolarità di questa riproduzione, che viene detta un po' per talea, un po' come le piante, ma in realtà i coralli sono dei veri e propri animali e un elemento importantissimo è la luce che qui vediamo che riproduce, si avvicina al massimo alla luce solare che quindi permette questa crescita abbastanza veloce". A parlarci è Tiziana Caporale, responsabile del servizio Educazione e Animazione del Museo Oceanografico di Monaco, nostra guida d'eccezione in un luogo di Monaco che non è una semplice serie di sale espositive. Nel Principato sono due entità strettamente collegate, entrambe create dal Principe Alberto I (noto come il "Principe navigatore"), il Museo Oceanografico è infatti parte integrante dell'Istituto Oceanografico, riconosciuto come fondazione di utilità pubblica. La missione è condivisa: l'Istituto mira a far conoscere la ricchezza e la fragilità degli oceani, e il Museo Oceanografico porta avanti questa missione attraverso esposizioni, acquari e sensibilizzazione. Non solo. Esiste un concorso, organizzato dal 2014 dall'Istituto, "Oceano per Tutti - Contest" che mira a facilitare l'accesso all'oceano ai giovani che, per vari motivi sociali (difficoltà relazionali, difficoltà di apprendimento, isolamento geografico), non hanno familiarità con l'oceano e troppo spesso vi hanno accesso limitato o nullo.

"Il Museo Oceanografico vuole accompagnare il nostro pubblico nella scoperta, ma anche nella sensibilizzazione a quelle che sono le problematiche attuali dell'oceano. In particolare presenta un angolo che è piuttosto affascinare il pubblico attraverso i suoi acquari, scoprendo la diversità delle specie marine. E in questo senso abbiamo due sale che propongono di scoprire il mare mediterraneo, e quindi la ricchezza, la biodiversità di questo mare che, pur essendo piccolo, è un'oasi di biodiversità, e i mari tropicali, con la ricchezza delle specie, dei colori, delle forme che sono nei mari tropicali. In particolare abbiamo un savoir faire che ha ormai più di trent'anni nella riproduzione dei coralli, e quindi il nostro pubblico può osservare nella parte dell'aquarium tropicale dei coralli vivi che vengono dalle diverse parti degli oceani del mondo".

Dall'8 al 10 giugno si svolgerà a Monaco l'evento "Oceano for All Gatherings": i rappresentanti di 11 classi (provenienti dalla Francia continentale, dalla Tunisia, dalla Turchia, dall'Algeria, da Malta e la classe italiana da Roma) si riuniranno al Museo Oceanografico per due giorni di attività immersive e didattiche.

"'Oceano per tutti', Oceano per tutti, Oceano per tutti, è un programma che è dedicato ai giovani, i giovani che per diverse ragioni sociali, economiche, culturali, possono essere al margine della società o in difficoltà per raggiungere delle conoscenze, ottenere delle conoscenze sul mare, e propone a delle classi che sono in Francia ma anche fuori dal territorio francese, con uno speciale asse mediterraneo, di partecipare e proporre, mostrare la loro visione del mar mediterraneo attraverso dei piccoli reportage di 5 minuti che raccontano quello che è il loro rapporto al mare, il loro immaginario intorno al mare, la loro cultura, ma anche come agiscono ogni giorno per proteggerlo. Nei primi due anni abbiamo avuto delle classi di Napoli che hanno presentato la loro conoscenza del mare parlandoci di Partenope, e quest'anno abbiamo una classe che invece viene dal Comune di Roma, e che ci presenterà il Mediterraneo attraverso un asse un po' più musicale", ci dice Caporale.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Fulvio Zaid

Immagini askanews

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