12 Febbraio 2026
Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, è stata intervistata da Il Giornale d'Italia in occasione dell'esposizione dell'opera "La lotta di Giacobbe con l'Angelo" all'interno di Rho Fiera Milano. Nell'intervista ha messo in luce l'importanza di esporla e proporla al pubblico delle Olimpiadi.
Quanto è importante per il Museo Diocesano portare un'opera al di fuori dei propri spazi museali?
Sicuramente questa è un'operazione per noi molto significativa, molto importante. Significa far conoscere il museo, significa dare la possibilità ad un pubblico sempre più vasto di godere dell'opera d'arte, di contemplare, di dare la possibilità di soffermarsi su un solo dipinto. Credo che questa sia un'occasione veramente incredibile per chi viene in fiera motivato da altre ragioni, per le Olimpiadi o per le manifestazioni fieristiche.
Ci può raccontare qualcosa in più di questa opera di Morazzone, di come questa opera si lega al territorio?
Morazzone è un artista straordinario, uno dei cosiddetti pestanti, cioè di quegli artisti che lavorano nel primo Seicento durante la grande peste di Milano. È un artista che lavora in tutta la Lombardia, inizia a lavorare al Sacro Monte di Varallo, poi al Sacro Monte d'Orta, al Sacro Monte di Varese, oltre che naturalmente in numerose chiese della città e per molti collezionisti, per molti privati in città. Quindi è un artista che proprio ci racconta l'essenza della Lombardia, è un artista straordinario e questa è una delle sue opere più importanti, che venne acquistata dal cardinale Cesare Monti nel 1650.
Quanto è importante avere la possibilità di esporla e proporla a un pubblico così vasto come quello di Rho Fiera?
Sicuramente questo è un artista che non tutti conoscono. È un'opera incredibile, un'opera che porta in sé, io credo, molti dei valori olimpici e poterla vedere, appunto, quando si viene per semplicemente per vedere le competizioni olimpiche, può essere, io credo, un valore aggiunto. È un'opera che parla di cambiamento, che parla della possibilità che una lotta non diventi distruzione, ma anzi porti al cambiamento del cuore dell'uomo e credo che questo sia uno dei valori che tutti noi stiamo imparando, anche guardando le, le gare olimpiche. E dunque potersi fermare su un'opera d'arte prima o dopo aver visto una gara olimpica e pensare a questo significato, credo sia un valore aggiunto per tutti.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia