15 Gennaio 2026
Ugo Maria Macola, curatore e presidente d'associazione OverArt, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in merito alla necessità di un supporto pubblico e privato per sostenere il lavoro dei giovani studenti delle Accademie.
Quali sono gli obiettivi a breve termine dell'associazione OveArt
L'associazione ha tante facce. Una faccia è quella di organizzare delle mostre di pittura o anche di scultura in gallerie o spazi pubblici in modo tale da far conoscere gli artisti, gli studenti più talentuosi sempre delle accademie che hanno studiato e si impegnano con una certa importanza e naturalmente far sì che stanno dedicando la loro vita alla passione dell'arte, far sì che possano proseguire in questo loro ideale e quindi avere anche dei supporti economici per sopravvivere. Un secondo aspetto che secondo me è anche più importante è quello di promuovere il Parco dell'Arte che è un museo di scultura a cielo aperto, gratuito, pubblico che c'è all'Idroscalo di Milano e naturalmente il nostro desiderio è esporre sculture dei maggiori scultori italiani del Novecento e anche contemporanei e il nostro progetto a breve, medio, lungo termine è quello di farlo diventare uno dei musei pubblici più importanti d'Italia se non d'Europa perché il contesto nel quale queste sculture sono esposte è veramente bello e importante. La terza attività naturalmente dell'Associazione OverArt è quella del Museo dei Giovani Artisti, l'Associazione è proprietaria delle sculture esposte al Museo dei Giovani Artisti ed è quello di farlo diventare una realtà importante dal punto di vista anche didattico, formativo e quindi una rappresentazione di quelle che sono le risorse artistiche dei nostri ragazzi oggi, quindi di dare a loro una casa, una loro casa, una casa dell'Arte che comunque è al servizio anche del pubblico, del cittadino.
Il mio desiderio è che sia il Museo che il Parco vengano maggiormente conosciuti, che vengano le scuole in visita e che venga proposto come percorso per i turisti, visto che ci troviamo anche vicino all’aeroporto di Linate. Inoltre, vorrei che le istituzioni pubbliche ci supportassero maggiormente, dando spazio per promuoverci. Vorremmo ingrandire la nostra attività cercando sponsor e partecipando a bandi per poter valorizzare al meglio il lavoro di questi giovani artisti.
Ci racconti del museo dei giovani artisti
Il museo dei giovani artisti nasce da un mio progetto condiviso dall'Accademia di Belle arti di Brera ed è naturalmente il desiderio di promuovere l'attività dei giovani artisti più talentuosi delle maggiori accademie italiane, di dargli la possibilità quindi di esporre i loro lavori in un contesto naturale e bello come quello dell'Idroscalo di Milano. Noi finanziamo la realizzazione dei progetti migliori che vengono esposti in riva al lago o nel bosco e naturalmente è un progetto finalizzato ad una formazione didattica del pubblico alla promozione di questi ragazzi e che è naturalmente al servizio della cittadinanza perché è uno spazio completamente gratuito
Ci può raccontare qualcosa sul mercato dell'Arte di oggi?
Questa è una domanda molto difficile perché io poi ho delle idee personali che possono essere discutibili. L'arte oggi ha tantissime evoluzioni per cui naturalmente non è più pittura o scultura, ci sono le installazioni, ora poi c'è naturalmente tutto il discorso dei video, della videoarte, l'intelligenza artificiale, per cui è difficile dire che cosa sta succedendo oggi all'Arte, qual è l'evoluzione. Di certo è che secondo me il pubblico è un po' confuso e devo dire che questa mania nostra di costruirci delle case minimaliste con le pareti bianche, con tutti i mobili moderni, naturalmente non agevola l'amore dell'arte, non si dà importanza invece all'arte che è uno strumento per capire la vita, per capire il contesto nel quale noi viviamo, per dare un significato e un senso alla nostra vita. Questa è la funzione dell'artista, è una funzione culturale importantissima. Tenere sui nostri muri, nelle nostre case, dei quadri, possedere delle sculture, vuol dire mantenere vivo un rapporto e un'identità con la natura, con l'ambiente e naturalmente avere delle passioni che noi viviamo nel contesto delle nostre case. In questo momento devo dire che questi ragazzi fanno fatica a sopravvivere, ed è il motivo per cui non le aiutiamo, per cui è assurdo che loro investano la loro vita, è assurdo no, è meritevole, ma è incomprensibile che investano naturalmente la loro vita per una passione che poi però non è corrisposta a quello che è l'abitato sociale.
Come è nata l’idea di collaborare con gli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Brera?
Nel 2011, il product manager dell'Idroscalo e uno dei miei cari amici, purtroppo mancato, mi convinse a organizzare una mostra di quadri. La principale difficoltà risiedeva nell'assenza di spazi espositivi adeguati all'Idroscalo, il che portò alla non convenzionale scelta degli aquiloni.
L'esperienza rischiò di rivelarsi un imbarazzante insuccesso. Mi recai all'Accademia di Brera dal professor Pitti, caro amico, gli proposi: "Fai dipingere questi 50 aquiloni, li faremo volare creando un'opera mai vista a Milano". Entusiasta, autorizzò la pittura, ma gli aquiloni decorati non volavano più. Dovevo trovare una soluzione. Feci realizzare palloni trasparenti per sospendere gli aquiloni e così volarono. Organizzammo un'asta, devolvendo l'intero ricavato all'Accademia di Brera. In questo modo iniziammo a farci conoscere. Realizzammo anche aquiloni giganti e invitai il campione mondiale, un fiorentino, partecipò, incantando i bambini con i suoi splendidi aquiloni. Successivamente, creai la "Bara dell'arte", una vera bara da cui fuoriescono crema e canditi, a confutazione dell'idea che "l'arte sia morta". Replicai: "Non è morta, sta fermentando". Purtroppo, temo che lo sia davvero.
In seguito, con Cesare Cadeo suggerii di collocare sculture in quel luogo meraviglioso. Dopo due anni, la collezione divenne permanente e mi venne affidato il ruolo di direttore. Accettai e intrapresi questa avventura che ci conduce qui. Tutte le opere del Parco, tuttavia, sono concesse in comodato d'uso. Dopo dieci anni un commerciante ritirò nove sculture, generando incertezze. Consapevole della fragilità di questo parco d'arte, presentai all'Accademia di Brera un progetto, ossia realizzare un museo per giovani artisti. Grazie ai fondi di Fondazione Cariplo, nacque così il museo dei giovani artisti, con sculture permanenti destinate a rimanere che sono memoria dei migliori scultori dell'Accademia di Brera. Vorrei coinvolgere anche le Accademia artistiche straniere. Attualmente il museo vanta ben 16 opere di giovani artisti, nel complesso i due spazi raccolgono ben 48 opere d’arte.
Quali sono i temi trattati all’interno del Museo?
Innanzitutto per ogni edizione viene proposto un titolo che parli del rapporto con l’ambiente naturale. Gli studenti partendo da quel titolo creano un progetto di cui il comitato scientifico, di cui faccio parte, seleziona 5-6 opere. L'Accademia finanzia il catalogo triennale, offrendo agli artisti visibilità permanente.
Nel panorama delle ultime tendenze artistiche, emerge con forza il dialogo tra scultura e ambiente naturale. La natura essenziale della scultura risiede nel confrontarsi con l'ambiente in un dialogo continuo. Questo principio guida la nostra selezione di opere. Abbiamo anticipato l’attenzione al tema della natura: attraverso le opere trattavamo di questi argomenti già nel 2012-2013, quando il tema dell’ecologia e dell’economia “green” non erano ancora sotto i riflettori.
Un esempio è Forza Vitale Donna di Caterina Aleves Curti, dall'apertura del corpo della donna crescono e germogliano le piante, volte a simboleggiare la generosità e la fragilità in contrasto con la scultura esteriore fredda e dura che pare nascondere la forza vitale.

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