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Lucia Aspesi (curatrice della mostra "This Will Not End Well"): "Non lascerà nessuno indifferente, toccherà le persone nel loro intimo"

La curatrice Lucia Aspesi, nell'intervista a Il Giornale d'Italia, ha parlato dell'importanza di questa prima retrospettiva di Nan Goldin come filmmaker, che non lascerà i visitatori indifferenti

09 Ottobre 2025

Lucia Aspesi, curatrice della mostra “This Will Not End Well“, dell'anteprima stampa della retrospettiva, ha rilasciato un'intervista al Il Giornale d'Italia.

Com'è stato curare questa mostra?

"La mostra ha una storia, è il risultato di una grande sedimentazione. È parte di un tour che è iniziato con il curatore del Moderna Museet, Frederick Liu, che, in collaborazione con Nan Golding, nel 2022, decide di iniziare a mettere insieme questa retrospettiva, che è fondamentalmente la prima retrospettiva di Nan Golding come filmmaker. E questa cosa è assolutamente radicale, proprio perché Nan Golding la conosciamo tutti come fotografa, come celebre fotografa, ma fondamentalmente quello che è molto interessante, che ci svela questa mostra, che, piano piano, poi, da Stoccolma è passata per Amsterdam e Berlino, fino a raggiungere Milano, ci racconta qual è il corpus nevralgico dell'opera di Nan Golding, che da sempre è influenzata dal cinema e fondamentalmente utilizza la fotografia. Quest'idea dello slideshow non è nient'altro che un'immagine in movimento, che viene sempre e continuamente editata, e fondamentalmente stiamo parlando di quella che è la struttura del cinema nel suo essere primario."

E come si aspetta che reagisca il pubblico a questa mostra?

"È una mostra che sicuramente non lascerà nessuno, diciamo, nessuno in modo indifferente rispetto a come è entrata. È una mostra che ha una profondità e una liricità che tocca delle corde che assolutamente ci immaginiamo possano raggiungere davvero le persone. E la poetica di Nan è proprio questo: è questo parlare di un quotidiano, il suo quotidiano, ma essere in grado di prendere questa narrazione e portarla verso quella che è l'essenza primaria del nostro essere, della nostra vita, della morte, dei dolori, delle difficoltà. E immaginiamo che questa mostra, appunto, tocchi le persone nel loro intimo."

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