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Luca Beatrice:" Arte e Covid? C'è ancora più sete di cultura"

Beatrice è curatore della mostra dedicata a "Los Angeles" inaugurata oggi alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Napoli. L'intervista al Giornale d'Italia

27 Maggio 2021

Le Gallerie d’Italia di Napoli ospitano da qualche anno un ciclo di mostre dedicato alle capitali mondiali dell’arte contemporanea. Ne sono state protagoniste New York nel 2017, Londra nel 2018 e Berlino nel 2019, facendo delle Gallerie d’Italia un luogo di aggiornamento sulla ricerca artistica internazionale, nelle sue espressioni spesso più audaci e innovative. Inaugura oggi la mostra dedicata alla città di Los Angeles, curata da Luca Beatrice che ha spiegato:" Questa mostra dedicata a Los Angeles vuole offrire uno 'sguardo orizzontale' poiché la città americana offre anche da un punto di vista geografico questa orizzontalità, nella quale quasi ci si perde. Ho voluto lavorare su diverse generazioni di artisti allargando molto lo sguardo: non c'è un linguaggio prevalente, si va ad esempio dalla videoarte all'installazione, dalla pittura alla scultura, per raccontare questa società un pò fuori dagli schemi"

Abbiamo poi chiesto al critico d'arte, che di recente nel suo nuovo volume "Da che arte stai? 10 lezioni sul contemporaneo" edito da Rizzoli riflette anche sui nuovi canali di comunicazione e divulgazione dell'arte, cosa pensasse delle nuove sfide post-covid: "Non credo che la pandemia possa cambiare più di tanto le nostre abitudini. Le persone tornano a vedere le mostre: sono stato testimone della manifestazione di apertura della Biennale di Venezia e più o meno il rituale è
sempre lo stesso. Il linguaggio dei social aiuta a comunicare, ma se non si viene qui a Napoli, questa mostra sul telefono si può solo immaginare"

Sulle chiusure che hanno colpito il mondo della cultura Luca Beatrice ha sottolineato paradossalmente: "Secondo me non c'è mai stata così tanta attenzione verso la cultura come nell'ultimo anno e mezzo: ci siamo accorti che non c'era e mancava.  
Credo che ci sia stata una riflessione importante su quanto i luoghi d'arte possano occupare un posto centrale nella nostra vita".

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