03 Marzo 2026
Sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il cardiochirurgo Guido Oppido, indagato per omicidio colposo, la spara: “Anche io vittima, 11 anni di vita buttati per salvare i figli degli altri”. È con queste parole che Oppido prova a difendersi in attesa di esprimersi di fronte ai giudici e dei risultati dell’incidente l’incidente probatorio con l'autopsia che si terrà in data odierna sul corpo del bambino.
“Tutto questo lo sto passando perché ho provato ad aiutare i figli degli altri”. Con queste parole si è sfogato Guido Oppido, cardiochirurgo dell’Ospedale Monaldi di Napoli, indagato per l’omicidio colposo di Domenico Caliendo, morto lo scorso 21 febbraio a seguito del trapianto di un cuore danneggiato e due mesi di coma. Sostenendo di “sapere solamente di aver fatto le cose bene”, Oppido si dichiara “vittima” della situazione, soprattutto dopo aver “buttato” 11 anni della sua vita - a sua detta - “per operare i bambini qui in Campania e aiutare le famiglie”.
In tutto ciò, l’operazione sul corpo di Domenico sarebbe iniziata prima dell’accertamento delle condizioni dell’organo da impiantare, che sarebbe tuttavia stato definito dallo stesso Oppido “duro come una pietra”, per poi aggiungere: “Questo cuore non farà nemmeno un battito, non partirà mai”. Il cardiochirurgo, in attesa di poter parlare di fronte ai giudici, sostiene però di “non meritare di essere trattato così”, giacché il suo unico intento è sempre stato quello di aiutare le famiglie e i loro figli: “Ne ho operati 3000. Voi giornalisti mi state rovinando. Avete distrutto la mia vita”. Evidenziando la sua lunga esperienza nella chirurgia cardiologica, ha in seguito concluso limitandosi a commentare che “di tutte queste belle cose se ne parlerà in tribunale”.
Saranno i fatti a parlare: oggi è previsto l’incidente probatorio con autopsia sul corpo di Domenico Caliendo, a seguito del quale sarà possibile celebrare i funerali del bambino, a cui, “impegni istituzionali permettendo”, ci terrebbe a partecipare anche la premier Giorgia Meloni.
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