03 Marzo 2026
Durante la cerimonia per il Conclave 2025 nella Cappella Sistina, un cardinale sarebbe stato trovato in possesso di un cellulare. L’apparecchio, considerato una grave violazione delle rigide norme di sicurezza, è stato immediatamente sequestrato. L’episodio, rimasto finora riservato, emerge da un libro pubblicato domenica.
Il conclave segreto che lo scorso maggio ha eletto Papa Leone a capo della Chiesa cattolica è stato infatti interrotto da un episodio inatteso. Secondo quanto rivelato da un libro uscito domenica, uno dei 133 cardinali riuniti nella Cappella Sistina è stato trovato con un telefono cellulare in tasca, in violazione delle norme che impongono l’assoluto isolamento dal mondo esterno.
Mentre i prelati si preparavano a esprimere il loro primo voto all’interno della Cappella Sistina, dotata di apparecchiature di disturbo per impedire comunicazioni con l’esterno, i responsabili della sicurezza captarono il segnale di una connessione mobile attiva. Un fatto gravissimo, considerando che i partecipanti al conclave sono tenuti a consegnare ogni dispositivo elettronico prima dell’inizio delle votazioni.
I cardinali, colti di sorpresa, si guardarono increduli. A quel punto uno dei prelati più anziani si accorse di avere ancora il telefono in tasca e lo consegnò immediatamente. L’episodio è raccontato nel volume “The Election of Pope Leo XIV”, scritto da due vaticanisti di lungo corso.
Il libro non rivela l’identità del cardinale coinvolto né ipotizza secondi fini, limitandosi a riferire che l’accaduto lo lasciò “disorientato e turbato”. Un momento di tensione che, secondo gli autori, è stato “inimmaginabile perfino per un film e mai vista prima nella storia dei conclavi moderni”.
Il riferimento cinematografico non è casuale. Nel 2024 il film “Conclave” aveva immaginato una trama fitta di intrighi e colpi di scena durante l’elezione di un pontefice. Ma la realtà, a detta degli stessi autori, avrebbe superato la fantasia. Intervistato da Reuters, uno di loro ha sintetizzato così l’episodio: “La realtà (era) migliore della finzione”.
Come noto, i prelati che prendono parte a un conclave giurano di non comunicare con l’esterno e consegnano telefoni e dispositivi elettronici per tutta la durata delle votazioni, che possono protrarsi per giorni. L’ufficio stampa vaticano, interpellato sul contenuto del libro, non ha rilasciato commenti.
Il conclave si è svolto il 7 e l’8 maggio, sotto l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale, per eleggere il successore di Papa Francesco, scomparso ad aprile dopo dodici anni di pontificato. Molti osservatori ritenevano possibile l’elezione di un pontefice proveniente dall’Asia o dall’Africa, vista la presenza di cardinali da 70 Paesi, il conclave più internazionale di sempre.
Tuttavia, nessun candidato di quei continenti avrebbe raccolto un consenso significativo. Secondo il libro, due figure si imposero subito come favoriti: il cardinale italiano Pietro Parolin, considerato per mesi il principale papabile, e il cardinale statunitense Robert Prevost, meno noto al grande pubblico ma destinato a diventare Papa Leone, primo pontefice proveniente dagli Stati Uniti.
Già alla prima votazione, la sera del 7 maggio, Prevost avrebbe ottenuto tra i 20 e i 30 voti, un risultato significativo. Il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, anch’egli indicato tra i possibili favoriti, non avrebbe invece mai superato la soglia dei 10 consensi.
La svolta definitiva arrivò al quarto scrutinio, nel pomeriggio dell’8 maggio, quando Prevost fu eletto con 108 voti. Un dettaglio curioso chiude il retroscena: Tagle, seduto accanto al futuro pontefice durante il conteggio finale, gli avrebbe offerto una pastiglia per la gola per alleviare la raucedine.
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