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Incidente a Milano Malpensa, aereo in decollo striscia la coda sulla pista per centinaia di metri, il VIDEO del "tail strike"

Questo tipo di incidente aereo si chiama tail strike, gli esperti: "se avessero interrotto il decollo avrebbero ammazzato tutti quelli a bordo, non si sarebbero mai fermati

12 Luglio 2024

Incidente all'aeroporto di Milano Malpensa, un aereo in fase di decollo ha urtato la pista con la coda strisciando poi sull'asfalto per centinaia di metri. I piloti non hanno interrotto la procedura e sono riusciti a decollare, impostando poi un atterraggio di emergenza nello stesso aeroporto. L'aereo doveva effettuare il volo diretto per San Paolo, in Brasile.

Incidente a Milano Malpensa, aereo in decollo striscia la cosa sulla pista per centinaia di metri

L'aereo è un Boeing 777-300ER della compagnia sudamericana Latam. L’incidente, che in gergo tecnico si chiama "tail strike", è durato diversi secondi. Il velivolo ha toccato con la parte inferiore della coda la pista di decollo strisciando sull'asfalto per centinaia di metri. Il video è stato registrato dalle telecamere di sorveglianza dello scalo lombardo il 9 luglio 2024 alle ore 13:30.

Nel filmato si vede l'aereo andare dritto ad alta velocità, strisciando la pista con la coda. La parte davanti è alzata in posizione di decollo. I piloti non hanno interrotto la procedura e sono riusciti a far staccare l'aereo da terra.

"I piloti sono stati bravi a non andare nel panico, a continuare a mantenere il controllo del velivolo fino a quando non ha preso il volo perché se avessero interrotto il decollo avrebbero ammazzato tutti quelli a bordo, non si sarebbero mai fermati - spiega al Corriere un comandante di Boeing con esperienza ultra ventennale -. Quindi in quello che sembra un fatto dovuto a un errore umano la cosa buona è che hanno avuto il sangue freddo di continuare a fare quello che hanno fatto".

Quando l'aereo ha preso quota, i piloti hanno chiesto alla torre di controllo di poter rientrare nello scalo per far ispezionare il velivolo. Prima di atterrare in provincia di Varese, comandante e primo ufficiale hanno dovuto volare intorno all’impianto per un’ora e dieci minuti per poter scaricare un po’ di cherosene e quindi alleggerire il jet. Una volta a terra passeggeri e personale di bordo sono stati fatti scendere. Il Boeing è ancora fermo a Malpensa.

L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza su quanto accaduto. "Dopo aver raccolto le prime evidenze utili alla corretta classificazione dell’evento, abbiamo avviato un’inchiesta di sicurezza sull’inconveniente grave - conferma in una nota l’Ansv - Il velivolo, durante la corsa di decollo, strusciava la coda sull’asfalto e, dopo circa un’ora, rientrava a Malpensa senza ulteriori conseguenze. Mentre prosegue la valutazione dei danni effettivamente subiti dall’aeromobile, abbiamo comunicato l’apertura dell’inchiesta alle omologhe autorità investigative del Brasile e degli Usa, rispettivamente Paese di esercenza e di costruzione del velivolo che, ai sensi della normativa internazionale, hanno titolo ad accreditare un proprio rappresentante nell’investigazione".

Incidente aereo Milano Malpensa, che cosa è successo

"Al netto di difetti tecnici potrebbe essersi tratto di un problema di calcolo delle performance", ha spiegato il comandante. "Quando i piloti inseriscono i pesi che il velivolo dovrebbe avere al decollo, uno si chiama "zero fuel weight", cioè il peso dell’aeroplano compreso il carico dei passeggeri e dei bagagli senza il carburante. Poi si decide quanto cherosene caricare e con quello si ha il peso al decollo. Nel computer di bordo e in quello dei calcoli — che aiutano a indicare le velocità ottimali per il decollo — per errore o per fretta potrebbero essere stato inserito qualche numero sbagliato nel "zero fuel weight" ed ecco che per un velivolo di quelle dimensioni la differenza può essere di diverse tonnellate".

"Con i numeri sbagliati quando si fa la corsa per il decollo la velocità è più bassa di quella che dovrebbe in realtà essere e quindi non si ha l’energia sufficiente a far decollare il jet — sottolinea l’esperto —. Ed ecco che la coda tocca la pista, si sta "seduti" sulla coda fino a quando non si raggiunge la velocità sufficiente che permette all’aeroplano di involarsi. Le procedure delle compagnie aeree indicano di controllare tre volte i dati inseriti. Ma questo non sempre avviene".

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