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Dopo 62 anni i Rolling Stones si ritirano dalle scene, ma i veri motivi non li dicono e non li svelano: ci provo io

E i motivi sono proprio quelli che potete immaginare: vecchi, logori, strapazzati, ma hanno tenuto fino al 2021: poi, la solita siringa ha fatto più danni dell'eroina...

17 Dicembre 2025

Dopo 62 anni i Rolling Stones si ritirano dalle scene, ma i veri motivi non li dicono e non li svelano: ci provo io

Rolling Stones

Noi non faremo come gli altri, non chiuderemo come gli altri dice Keith Richards ma anche ai semidei Padre Tempo presenta il conto: annullato il tour del 2025, cancellato quello del 2026, e sì che hanno un nuovo album, l'ultimo, in canna ma i Rolling Stones non ce la fanno più ed è Keith ad assumersi tutto il peso: come sempre nel loro caso, si dice di tutto per non sapere davvero niente e le versioni ufficiose raccontano di un Richards demotivato, stanco, con l'artrite alle dita ormai invalidante: la verità sta nel mezzo, nel non detto, gli alibi si tingono di realtà ma non la dicono tutta intera. Keith Richards stufo di suonare? L'uomo che non ha mai rifiutato un concerto? Che si esibiva anche morituro, straripante di droga? Che arrivò a minacciare di morte il compare Jagger datosi a metà degli Ottanta alla carriera solista? E va bene, gli Stones hanno varcato gli 80, il solo Wood li aspetta ancora, e va bene, vite come le loro vanno contate in eoni, ogni anno un secolo; ma viaggiano con cliniche di lusso al seguito, i migliori specialisti al mondo al loro servizio, coltivano tenori di vita da padreterni salutisti, si amministrano nel modo più controllato, se vogliono possono pretendere il mondo. E sono nati per suonare, noi non faremo come gli altri, non ci ritireremo mai formalmente. Non lo faranno, ma il loro è un tramonto di fatto ed è imprevisto, non era così che avevano immaginato l'uscita di scena.

Allora che succede? Succede il non detto, succedete che i consumati ma indomiti Rolling Stones pagano, anche loro, perfino loro, gli effetti di una vaccinazione anticovid che non aspetta nessuno e non ha rispettato neppure gli ultimi semidèi del rock. Succede quello che è evidente, che tutti sanno ma nessuno può dire, osa dire, ma basta mettere in fila gli eventi, le situazioni. Fino al 2020 i vecchi, decrepiti Rolling Stones erano più o meno sempre gli stessi. Reduci da autodistruzioni immani, ma orgogliosi e vitali. Charlie Watts e Ron Wood avevano debellato due cancri, rispettivamente alla gola e ai polmoni. Jagger pareva impermeabile alla senilità. Richards, dopo aver vissuto gli anni dal 2007 al 2011 come uno zombie a seguito di una emorragia cerebrale tardivamente scoperta, causata dalla caduta da una palma alle isole Fiji, risolta con un intervento d'urgenza che aveva lasciato 7 placche di titanio nella scatola cranica e il divieto assoluto di continuare con le droghe e gli alcoolici, incompatibili con le massicce dosi di Vicodin, era sembrato rinascere a modo suo. Poi, per tutti, il crollo. Nei due anni successivi, Watts moriva in poche settimane per la recidiva del tumore dopo 10 anni, Wood tornava a sottoporsi a massicce cure chemioterapiche per il ritorno del cancro, Jagger si sostituiva una valvola cardiaca, Richards appariva visibilmente sfinito, peggiorato in tutto a partire dalle dita ormai ridotte a contorti rami di ulivo.

Sono tutti effetti dei vaccini, sui quali i Rolling Stones non si sono mai espressi, in alcun senso, ma sappiamo che li assunsero, fidandosi dei loro luminari: all'epoca, anzi, invitavano i fans a munirsi di mascherine, “not a big deal”, non è tutto 'sto sacrificio. Ingannati anche loro, perfino loro, come tutti, quasi tutti. È difficile sottrarsi quando da te dipendono affari letteralmente miliardari, quando incarni una multinazionali fra le più redditizie el pianeta. Ma a questo punto si sbaracca, non si esibiranno mai più in tour perché i tre superstiti sono davvero superstiti, Mick fatica a camminare, figurarsi correre, Keith non piega le dita e manifesta una rigidità agghiacciante, Ronnie ha sulla faccia sicuri segni di cose non rassicuranti e già lo scorso anno era stato ipotizzato come l'anello debole del gruppo per andare in tournée. Ma deboli ormai sono tutti, per un'età sicuramente avanzatissima ma che negli ultimi 24 mesi li visti fatti precipitare come mai nei 60 anni precedenti, epoche di stravizi epocali, imparagonabili, inconcepibili al punto che la stessa scienza medica si arrendeva, non sapeva fornire spiegazioni oggettive del loro restare vivi in oltraggio ad ogni logica sanitaria.

Poi si potrà dire, leggendo questa ricostruzione, dei soliti complottismi, dei fanatismi di un novax, ma chi scrive, notoriamente, non è un novax, ha assunto due dosi che gli hanno provocato un cancro e tutti i sintomi che oggi riconosce negli irraggiungibili, irreali Rolling Stones. E se chi legge è sincero, non faticherà a ritrovare qualcosa di molto simile in sé o almeno in chi lo circonda. Io stesso, per dire, potrei citare innumerevoli casi di patologie preesistenti ma repentinamente accelerate, fino ad esplodere, dopo i vaccini e l'artrite deformante reumatoide è una di queste (ha cominciato ad intaccare anche le mie dita); io sento le bugie dei cantanti, da Pelù a Finardi, che pateticamente imputano le rispettive sordità alle cause più comode ma improbabili, un tecnico maldestro, una prolungata esposizione ai fragori dei concerti: ed ho un suocero che dopo la terza dose si è improvvisamente inabissato in un acquario: sordità quasi totale, nessuna cura efficace, nessun dispositivo acustico, coi medici che gli dicono: eh sì, è stato quello, è stato quello. Quello, senza nominarlo, come per una scaramanzia, un esorcismo. Di malattie autoimmuni siamo pieni come di tumori, di cuori rotti, di pezzi sostituiti, ma noi siamo umani e non facciamo notizia: se è il crepuscolo degli dèi, invece, è tutta un'altra storia. Non li vedremo più su un palco i Rolling Stones, salvo forse, chissà, qualche occasione speciale, ma assai improbabile. Certo, prima o dopo doveva succedere e questi hanno cavalcato la tigre per più di 60 anni; si sono concessi un ultimo giro dal 2022 al 2024, già orfani di Charlie, con immenso orgoglio e mestiere, ma non erano più loro e non è stato il tempo a non aspettarli, è stata la rovina del mondo, misteriosamente uscita da laboratori cinesi, curata con una rovina peggiore, uscita da laboratori farmaceutici buoni a scatenare l'olocausto più immane e a lungo rilascio nella storia dell'umanità. A distanza di sei anni, non sappiamo ancora niente su quel virus fabbricato artificialmente e arginato semplicemente eliminando tutti, i malati come i sani: ormai a difendere i vaccini stragisti son rimasti solo i Burioni e Bassetti. Io so cosa debbono avere pensato i Rolling Stones sopravvissuti a tutti gli abissi: andiamo, non sarà questo ad ucciderci. Lo dissi pure io, nel mio piccolo. E invece quell'ultimo shot di una sola siringa gli ha provocato più danni di mille siringhe di eroina.

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