10 Febbraio 2026
Parlamento, fonte: wikipedia
Il Parlamento europeo approva le nuove regole su migrazione e asilo, dando il via libera agli hub per migranti nei Paesi terzi e alla lista Ue dei Paesi sicuri, che include Bangladesh, Tunisia e Kosovo. Le modifiche consentono procedure accelerate per l’esame delle domande di protezione e rafforzano il concetto di Paese terzo sicuro, aprendo alla possibilità di valutare le richieste fuori dai confini dell’Unione.
Con una maggioranza sostenuta dal Ppe e dalle destre, l’Eurocamera approva in via definitiva due modifiche al regolamento Ue sulle procedure di asilo, con l’obiettivo di ridurre i tempi di valutazione delle domande e rendere più efficiente il sistema europeo. I cittadini provenienti da Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia vedranno ora le proprie richieste esaminate con procedura accelerata, mentre anche i Paesi candidati all’adesione all’Ue vengono considerati presunti sicuri. Il voto in Aula registra 408 favorevoli, 184 contrari e 60 astensioni sulla relazione che istituisce l’elenco Ue dei Paesi di origine sicuri, e 396 sì, 226 no e 30 astensioni sulla riforma del concetto di Paese terzo sicuro. Con le nuove norme, spetta al richiedente dimostrare che nel suo caso la procedura accelerata non può essere applicata, a causa di un fondato timore di persecuzione o del rischio di gravi danni in caso di rimpatrio.
Un passaggio centrale riguarda gli hub per migranti in Paesi terzi. Gli Stati membri possono ora concludere accordi bilaterali o Ue per l’esame delle domande di asilo direttamente fuori dall’Unione, purché siano rispettate precise condizioni. Il concetto di Paese terzo sicuro può essere applicato se esiste un legame significativo con il Paese di transito, se il migrante vi è passato prima di arrivare nell’Ue e avrebbe potuto ottenere protezione, o se è in vigore un accordo formale. Restano esclusi i minori non accompagnati. La Commissione europea mantiene un ruolo di controllo e può monitorare la situazione nei Paesi inclusi nella lista, proponendone anche la rimozione. Gli Stati membri conservano la possibilità di designare ulteriori Paesi sicuri a livello nazionale, ad eccezione di quelli eventualmente esclusi dall’elenco Ue.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di "grande successo del governo italiano che ha saputo con determinazione e convinzione far valere le proprie posizioni in materia di migrazione in Europa". Secondo Piantedosi, "la definizione della lista europea dei Paesi terzi sicuri è in linea con i provvedimenti già adottati dall’Italia" e il nuovo impianto normativo introduce "criteri più chiari" per valutare l’inammissibilità delle domande di asilo. "Finalmente la svolta chiesta dall’Italia in materia di immigrazione c’è stata", conclude il titolare del Viminale.
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