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M5s, Virginia Raggi "tifa" Putin nelle chat grilline. Ma lei replica: "Contraria alla guerra, non sono filo-russa"

L’ex sindaca getta legittimamente la maschera e nelle varie chat del M5s "si schiera" con Putin. Dopo le critiche la risposta: "Evidente che ci sia un aggressore e un aggredito"

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Virginia Raggi (fonte foto Lapresse)

L'ultima polemica scoppiata all'interno del M5s vede Virginia Raggi condividere nelle chat grilline messaggi pro Putin e filo Russia. Gli stralci sono stati pubblicati dal quotidiano Repubblica, per il quale nel gruppo "Quelli che il M5s", la grillina condivideva messaggi sostanzialmente in linea con quelli diffuso dal governo di Putin, definendo il governo di Kiev pieno di politici "eterodiretti" attaccando "l’ingerenza di Usa e Ue" che hanno "rovesciato" il governo vicino al Cremlino.

M5s, Virginia Raggi pro-Putin nelle chat grilline

E dire che Virginia Raggi si era pure espressa contro la guerra con un post del 2 marzo sui social in cui la si vedeva con la bandiera della pace ma anche con perplessità sugli aiuti militari dell’Italia all’Ucraina così come tutto il Movimento: "Non ho certezze, ma siamo sicuri che sia l’unica soluzione?". Ma così come accaduto in passato su altri temi spinosi per l’ex sindaca, è nelle chat grilline che saltano i filtri imposti dagli equilibrismi politici.

Virginia, da poco eletta garante nazionale del MoVimento, ha pubblicato messaggi che indicano nel governo ucraino presieduto da Zelensky un burattino nelle mani delle potenze occidentali, mentre ci sono "battaglioni nazisti" controllati direttamente dal ministero dell’Interno di Kiev. L’ex sindaca è andata a anche a recuperare discorsi del 2014 in cui l’ex eurodeputato grillino Dario Tamburrano attacca chi in Europa e negli Stati Uniti ha "fomentato rivoluzioni colorate", favorendo così "una nuova guerra fredda con un milione di rifugiati perseguitati fuggiti in Russia".

Negli altri messaggi punta il dito contro la "bulimia espansiva" dell’Europa "che smania per allargare la sua influenza verso Est anche a costo di prendere sottobraccio un’impresentabile Ucraina, un’Ue decisa a fare la guerra commerciale alla Russia anche a costo di imporle sanzioni che danneggiano le economie degli Stati membri, Italia compresa". E una decisa stoccata a George Soros che sarebbe stato il responsabile del rovesciamento "del presidente Janukovyc, determinato a rinsaldare i rapporti con la Russia".

Ma Raggi replica: "Non sono filo-putiniana"

Virginia Raggi ha commentato l'accaduto come spesso fa sui social, in questo caso su Facebook, scrivendo: "Non sono una filo-putiniana o filo-russa: è evidente che in Ucraina ci sia un aggressore, la Russia, come è pubblica la mia contrarietà alla guerra come soluzione dei conflitti". "Ho detto pubblicamente che ho serie perplessità sull’invio di armi in Ucraina, così come ho detto che dobbiamo renderci liberi dal ricatto russo sulla fornitura del gas".

"Ho condiviso in una chat privata le analisi sulle tensioni tra Russia e Ucraina che aveva fatto, fin dal 2014, l’allora parlamentare europeo Dario Tamburrano che allo stesso tempo proponeva una soluzione: limitare l’incidenza del gas russo nelle forniture energetiche dell’Europa e investire nelle fonti rinnovabili". Per la Raggi "le mie parole sono state distorte per creare una contrapposizione tutta politica tra "buoni" e "cattivi" all’interno della quale chi non si adegua è ovviamente un "cattivo".
Per raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza e della transizione energetica dobbiamo stare tutti dalla stessa parte".

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