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Benedetto Croce

Super green pass al Senato, il Governo accelera sull'obbligo a Pa e privati

Si voteranno i 103 emendamenti presentati. Cdm non ancora confermato. E Salvini insiste sui tamponi rapidi gratuiti

15 Settembre 2021

Green Pass

Green pass al lavoro

Inarrestabile Super green pass, la versione estesa e intransigente del codice verde digitale che oggi arriva in discussione al Senato. Si attendono conferme su quando ci saranno cabina di regia e Consiglio dei ministri. Secondo le prime indiscrezioni, entro la prima metà di ottobre il green pass potrebbe diventare obbligatorio per moltissime categorie di lavoratori. Coinvolte sia le amministrazioni pubbliche che i privati, nonostante siano più difficili da gestire. Gli emendamenti da discutere in mattinata di mercoledì 15 settembre sono 103. 

Super green pass, approda in Senato la stretta ai privati

Dopo slittamenti dell'ultimo minuto per permettere alla commissione Affari costituzionali di proseguire i lavori, e superate le tensioni dilaganti con la Lega, nella mattina di mercoledì 15 settembre il ddl sull'estensione del green pass arriva in Senato. Alle 9.30 il via ai lavori all'Aula del Senato, dove si voteranno i 103 emendamenti presentati.

La discussione riguarderà l'obbligo di green pass per tutti i lavoratori del settore pubblico e delle società partecipate allo Stato. Compresi anche nell'oggetto i tribunali e gli organi costituzionali. Secondo quanto rivelato fino ad ora, non c'è dubbio che l'estensione si farà. Potrebbe però arrivare in due step. Il primo, da concludersi con la cabina di regia e il Cdm previsti in settimana (si presume domani giovedì 16 settembre). Il secondo, da portare a compimento entro il 15 di ottobre. Questo dovrebbe dare il tempo a chi non ha ancora fatto la prima dose di farsi somministrare la dose di vaccino. Una mossa che punta dunque a convincere gli indecisi e che non lascia più margine di scelta per quanto riguarda il vaccino. Con il green pass obbligatorio sul posto di lavoro, il Governo evita l'impopolare misura dell'obbligo di vaccino, ma di fatto chiede la stessa cosa. I cittadini che per motivi personali o ideologici hanno scelto di non fare il vaccino, dovranno infatti decidere se non ottenere il green pass e perdere il lavoro, o sobbarcarsi dei costi che i tamponi per ricevere il certificato verde temporaneo comportano.

Super green pass, il Governo estende l'obbligo ma non tutela i lavoratori

Mentre in paesi come il Regno Unito ci si prepara ad abbandonare per sempre la schedatura da codice verde che impone limitazioni, in Italia si hanno poche idee e ben confuse. Si vocifera infatti senza certezze che il super green pass mieterà vittime anche nel privato, anche se ancora non si ha un accordo con i sindacati. Se così fosse, il green pass abbraccerebbe potenzialmente tutte le componenti della nostra quotidianità e verrebbe esteso a qualunque tipo di lavoratore. L'obbligo del certificato verde digitale non si accompagna però ad altrettante misure di prevenzione e tutela del lavoratore, come potrebbe essere, secondo il leader della Lega Matteo Salvini, l'introduzione dei tamponi a carico dello Stato.

Sono infatti moltissime le testimonianze di impiegati nei settori che già hanno l'obbligo di green pass (come scuole e ospedali) che lamentano la discriminazione green pass, una discriminazione da certificato verde che li vede sobbarcarsi dei costi aggiuntivi che sono arrivati con le misure anti-pandemiche. Per il governo, la soluzione è appianare il campo di gioco e rendere tutti uguali: tutti egualmente soggetti alle stesse limitazioni. Ecco quindi che arrivano anche le sanzioni severe per chi non avrà il pass, che vanno dalle multe pecuniarie alle sanzioni amministrative.

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