10 Marzo 2026
Carlo Nordio e Giusi Bartolozzi, fonte: imagoeconomica
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio blinda la capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi dopo il suo attacco alla magistratura. Il guardasigilli ha dichiarato: "No, non deve dimettersi. La stessa dottoressa Bartolozzi ha chiarito il suo punto di vista, che non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura, ma soltanto a quella piccola parte minoritaria, che ha definito politicizzata. Sicuramente, come ho già detto, sono certo che si chiuderà con un'espressione che può essere stata interpretata in modo improprio, ma che, conoscendola anche come magistrato, non rappresenta certamente il suo pensiero". Allo stesso tempo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha sottolineato: "La frase del capo di gabinetto del ministro della Giustizia è infelice, come lo stesso ministro Nordio ha sottolineato, ma la cosa importante adesso è esaminare il merito della riforma, che è l'oggetto del referendum".
Nordio blinda Bartolozzi e respinge la richiesta di dimissioni da parte dell'opposizione dopo le frasi sui magistrati da parte del capo di gabinetto del guardasigilli: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione", aveva detto la 56enne durante una trasmissione televisiva su Telecolor. Inevitabile che lo scontro politico si sia acceso a 12 giorni dal referendum.
Così la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati: "In queste ultime settimane abbiamo deciso di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo. L'appello all'abbassamento dei toni che è stato rivolto a tutte le parti in causa dalla più alta carica dello Stato era, e ancora di più oggi, è assolutamente opportuno. Per cui, anche se il tono e le argomentazioni contro la magistratura italiana sono oramai giunte a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese, continueremo a mantenere inalterata la nostra linea".
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