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Green pass Italia, verso l'obbligo per dipendenti mense e Rsa. Oggi il Cdm

Marcia indietro da parte del governo sull'estensione ai privati. Nel nuovo decreto il focus sarà la scuola, per un rientro in sicurezza

09 Settembre 2021

Mensa scolastica

Fonte: Facebook

Cambio di prospettiva per il futuro del Green pass in Italia, oggi giovedì 12 settembre alle 12 il Consiglio dei Ministri per discutere il decreto sul codice verde. Contrariamente alle aspettative potrebbe non esserci l'estensione del green pass obbligatorio a pubblica amministrazione e privati. Si discute invece di estendere l'obbligo ai dipendenti degli istituti scolastici, con particolare riferimento a chi lavora nelle mense e al personale di pulizia. Compresi nell'estensione anche i dipendenti delle Rsa, considerati più a rischio di contagio. Divisa la maggioranza dopo l'atteggiamento della Lega, che ha ritirato gli emendamenti sul green pass per poi votare quelli di Fdi. Intanto in Italia si va verso l'introduzione della terza dose per gli immunodepressi, come dopo l'ok di Aifa e Cts.

Green pass Italia, sul tavolo Cdm obbligo per mense e Rsa

Pedale sul freno da parte del governo sull'estensione dell'obbligo di green pass. Se l'introduzione del codice verde digitale che certifica la protezione dal Covid-19 sembrava una realtà inevitabile sul posto di lavoro, i vertici ci ripensano e vanno cauti con le estensioni. Negli scorsi giorni le speculazioni attorno al green pass hanno visto il premier Mario Draghi parlare dell'estensione dell'obbligo a dipendenti della pubblica amministrazione e successivamente, diceva, anche ai privati. Una prospettiva che ha preoccupato molti, creando maretta e confusione nella maggioranza. 

Adesso però, dietro front sull'estensione. Si discute invece dell'estensione per la scuola, che sarà il tema principale del Consiglio dei Ministri atteso per giovedì 9 settembre alle 12. Sul tavolo del governo ci sarà la possibilità di introdurre il green pass obbligatorio per i dipendenti di mense scolastiche e per il personale delle pulizie che opera nelle scuole. Non ci sarà un decreto legge unico dunque, si procede per gradi e con i piedi di piombo. Tra le categorie incluse in questa prima fase di estensione ci saranno anche i dipendenti delle Rsa, che nonostante siano circondati da soggetti prevalentemente vaccinati, sono considerati quelli a maggiore rischio di contagio.

Una mossa cauta, quella di frenare sull'estensione totale del green pass, che risponde alle agitazioni della maggioranza in causate dall'atteggiamento della Lega, divisa e contradditoria nelle sue posizioni sul green pass. La cabina di regia poi, sarà probabilmente rimandata a settimana prossima, e anche in quel caso il dl green pass e la situazione scuola avranno un ruolo primario.

Green pass Italia, l'incertezza Lega preoccupa la maggioranza

Mare mosso al governo a causa delle ambiguità create dalla Lega. Il Carroccio questa settimana ha votato in due occasioni gli emendamenti di FdI per bloccare e ridimensionare il certificato verde digitale. Un voto inaspettato soprattutto considerato il ritiro degli emendamenti Lega avvenuto poco prima. Dalla sua il leader della Lega, Matteo Salvini, si era difeso asserendo che la contraddizione non sussiste, continuando a insistere invece sui tamponi gratuiti. Si schiera contro l'atteggiamento confusionario della Lega anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, chiamando l'atteggiamento del Carroccio "un grave messaggio di ambiguità". "È come se in un tema delicato come quello della salute abbiamo un pezzo di politica che sta là vedere se si può prendere qualche voto o no", ha detto speranza, ricordando che "l'estensione del Green pass non è una scelta politica".

Politica è invece tutta la questione secondo Enrico Letta, che su Twitter continua a fomentare le frizioni in corso con stoccate rivolte a Salvini: "Imprese e lavoratori vogliono politici del sì sì, no no. Per noi è 'Sì al #greenpass' e no all’ambiguità verso il mondo no Vax", ha scritto nel suo ultimo post. Risponde a tono il leader Lega, che afferma: "Con Draghi andiamo d'amore e d'accordo, Letta e Conte si tengano le loro preoccupazioni".

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