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Warner Bros Discovery, Netflix fuori dalla trattativa; Sarandos e Peters non disposti a superare l'offerta di Paramount a $31 per azione

A dicembre Netflix aveva siglato un’intesa preliminare a $27,75 per azione, per una valutazione complessiva di circa $83 miliardi; a febbraio Paramount si è fatto avanti con la "proposta superiore"

27 Febbraio 2026

Netflix vuole comprare Warner Bros Discovery, l’offerta per lo streaming e l’ostacolo delle televisioni dopo i no a Paramount

David Zaslav, CEO di Warner Bros Discovery, David Ellison, CEO di Paramount Skydance, e Ted Sarandos, Co-CEO di Netflix

Le trattative per Warner Bros Discovery vedono novità, Netflix si tira fuori dalla trattativa, i co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters non sono disposti a superare l'offerta di Paramount a $31 per azione, già definita dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo guidato da David Zaslav come "proposta superiore".

La decisione è stata accolta positivamente dal mercato: il titolo Netflix ha segnato un rialzo nell’after hours, segnale che gli investitori hanno apprezzato la scelta di non impegnarsi in un’operazione ritenuta complessa e ad alto rischio finanziario.

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Al centro della contesa vi è il prezzo per azione. L’offerta di Paramount Skydance si attesta a 31 dollari per azione, livello che avrebbe richiesto a Netflix uno sforzo economico superiore ai parametri interni stabiliti dal gruppo.

In una nota ufficiale, Netflix ha precisato che l’operazione negoziata avrebbe potuto generare valore per gli azionisti, con un percorso definito verso l’approvazione regolamentare. Tuttavia, al fine di eguagliare l’ultima proposta concorrente, l’accordo non risulterebbe più “finanziariamente attraente”, motivo per cui la società ha deciso di non adeguarsi al rilancio.

La posizione è coerente con una linea dichiarata di disciplina finanziaria, soprattutto in un contesto in cui l’eventuale fusione avrebbe inevitabilmente attirato l’attenzione delle autorità antitrust sia negli Stati Uniti sia in Europa.

Il fattore regolamentare e il pressing politico

La rinuncia arriva in una fase delicata. Il co-CEO Ted Sarandos si trovava a Washington per incontrare rappresentanti dell’amministrazione Donald Trump, nel tentativo di sondare il terreno sul fronte regolamentare e rassicurare circa la sostenibilità dell’operazione sotto il profilo antitrust.

Il calendario prevedeva un termine preciso: mercoledì 4 marzo, ore 23:59 (ET), scadenza entro la quale Netflix avrebbe potuto presentare un rilancio. La decisione di non procedere è però arrivata in tempi rapidi, a meno di due ore dalla mossa ufficiale di Warner Bros. Discovery.

La battaglia delle valutazioni

Le cifre delineano l’intensità della competizione. A dicembre, Netflix aveva siglato un’intesa preliminare a 27,75 dollari per azione, per una valutazione complessiva di circa 83 miliardi di dollari, debito incluso.

Successivamente, Paramount Skydance ha modificato radicalmente lo scenario proponendo un’acquisizione dell’intero perimetro di Warner Bros. Discovery, inclusi asset strategici come HBO e CNN, oltre alle reti via cavo e agli studi cinematografici.

Scenario aperto

Con l’uscita di Netflix, Paramount Skydance rimane sostanzialmente l’unico interlocutore nella fase finale del processo. La decisione ridisegna gli equilibri nel settore media e streaming, lasciando ora il focus sul completamento dell’operazione e sull’eventuale percorso autorizzativo.

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