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Camfin, rigettata la proposta di CNRC su Pirelli, soluzione ritenuta pregiudizievole per business e tecnologia

Camfin afferma: “Abbiamo avanzato una proposta che permetterebbe a Pirelli di allinearsi con certezza alla normativa Usa” e conferma la disponibilità a discutere soluzioni alternative per tutti gli stakeholder

27 Gennaio 2026

Camfin, rigettata la proposta di CNRC su Pirelli, soluzione ritenuta pregiudizievole per business e tecnologia

Giovanni Tronchetti Provera, AD Camfin

La vicenda sulla governance di Pirelli & C. S.p.A. e l’allineamento della società alle normative degli Stati Uniti sui veicoli connessi ha registrato nelle ultime settimane importanti sviluppi tra i principali soci del gruppo.

La tensione si inserisce in un contesto iniziato già nel 2025, quando la società ha dovuto confrontarsi con possibili restrizioni americane sulla tecnologia Cyber Tyre integrata nei pneumatici intelligenti, a causa delle preoccupazioni legate all’influenza dell’investitore cinese nel capitale di Pirelli.

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Camfin rigetta la proposta di CNRC su Pirelli: soluzione ritenuta pregiudizievole per business e tecnologia

"In merito a quanto comunicato da CNRC, Camfin precisa che la soluzione proposta dalla stessa sarebbe pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società. Inoltre, tale proposta non consentirebbe a Pirelli, in ogni caso, di essere in linea con la normativa americana sui veicoli connessi. Camfin, dal canto suo, ha avanzato una proposta nell’interesse di tutti gli stakeholders e della società, e che avrebbe permesso a Pirelli di allinearsi con certezza alla normativa Usa. Camfin ribadisce la propria disponibilità a discutere soluzioni nell’interesse della Società, del mercato e di tutti gli stakeholders." Questo quanto dichiarato nell'ultimo comunicato stampa diffuso da Camfin.

Nel gennaio 2026, Camfin, la holding italiana controllata dall’imprenditore Marco Tronchetti Provera e azionista con circa il 25,3% (in procinto di salire al 29,9%), ha annunciato che non intenderà rinnovare il patto parasociale con Sinochem e le sue controllate, in scadenza il 18 maggio 2026. Secondo Camfin, non è stato possibile trovare con l’azionista cinese soluzioni condivise per adeguare la governance di Pirelli alle esigenze normative statunitensi nei tempi utili, soprattutto per permettere alla società di continuare a sviluppare la tecnologia Cyber Tyre e a operare sul mercato USA senza ostacoli. La decisione di non rinnovo sarà notificata alla Presidenza del Consiglio secondo le norme sul Golden Power.

Camfin, confermato il non rinnovo per il patto parasociale con Sinochem su Pirelli, difficoltà a rispettare norme USA per Cyber Tyre

China National Tire & Rubber Corporation (CNRC), la controllata di Sinochem che detiene la partecipazione di maggioranza relativa nel gruppo con circa il 34,1%, ha risposto presentando una proposta “strutturata” per risolvere la disputa di governance e le criticità regolamentari legate agli Stati Uniti. In una nota ufficiale, CNRC ha definito la proposta basata su strumenti societari tipici e in linea con le migliori prassi internazionali, con l’obiettivo di affrontare il quadro di governance di Pirelli e i requisiti regolamentari USA, auspicando che venga valutata in modo neutrale e con spirito di cooperazione.

Secondo quanto riportato, la proposta di CNRC prevederebbe lo scorporo delle attività legate agli pneumatici intelligenti (cyber tire) in una nuova entità in cui non sarebbe presente l’influenza cinese, con l’obiettivo di superare le restrizioni statunitensi sugli hardware e software riconducibili a società di paesi come la Cina.

Camfin ha tuttavia rigettato la soluzione proposta dai cinesi, ribadendo che sarebbe pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società. Inoltre, secondo la holding italiana, la proposta non porterebbe comunque Pirelli in linea con la normativa americana sui veicoli connessi.

Camfin ha affermato di aver avanzato una propria proposta alternativa, che – a suo avviso – consentirebbe a Pirelli di allinearsi con certezza alla normativa USA. La società ha inoltre ribadito la propria disponibilità a discutere soluzioni nell’interesse della società, del mercato e di tutti gli stakeholder.

Il mancato rinnovo del patto parasociale modifica anche gli equilibri interni alla maggioranza di Pirelli, aprendo alla possibilità che i soci possano presentare liste separate all’assemblea degli azionisti del 25 giugno 2026.

Pirelli tratta la riduzione della quota Sinochem al 10% per sbloccare il mercato Usa dopo le voci di possibile ricorso al golden power

La situazione resta in evoluzione, con l’eventualità di un possibile intervento del governo italiano attraverso strumenti di golden power per limitare l’influenza dell’azionista cinese su questioni ritenute strategiche, mentre i principali soci cercano soluzioni che consentano a Pirelli di operare liberamente sul mercato statunitense senza penalizzazioni dovute a vincoli regolamentari.

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