07 Gennaio 2026
Marco Tronchetti Provera
Pirelli sta negoziando con il primo azionista Sinochem una possibile riduzione della sua partecipazione dal 34% attuale a circa il 10%, trasformando il colosso cinese in un investitore passivo e risolvendo così lo stallo che blocca le attività del gruppo sul mercato statunitense. A riportare la notizia è Bloomberg, che cita fonti riservate vicine ai colloqui. La mossa è vista come cruciale per sbloccare un mercato che rappresenta circa il 20% dei ricavi complessivi di Pirelli.
Il tema della governance resta centrale: il secondo azionista, Marco Tronchetti Provera, tramite Camfin e Mtp Spa, detiene oggi oltre il 25% del capitale, e senza un accordo con Sinochem il gruppo rischierebbe uno scontro in assemblea o il congelamento dei diritti di voto dei cinesi, misura prevista come extrema ratio dal golden power del governo italiano.
Secondo quanto riportato dal Financial Times lo scorso 6 gennaio, il governo italiano ha fissato un termine entro gennaio per trovare un accordo tra le parti. In caso contrario, l’esecutivo potrebbe ricorrere al golden power, congelando i diritti di voto di Sinochem per salvaguardare l’accesso di Pirelli al mercato Usa. Questa misura diventa necessaria per prevenire il divieto, in vigore da marzo, dei prodotti contenenti dispositivi hardware e software capaci di raccogliere dati dai veicoli americani di società con forte partecipazione cinese.
Il golden power viene visto come strumento strategico non solo per tutelare i ricavi del gruppo, ma anche per difendere Pirelli come asset industriale e tecnologico di rilevanza nazionale. Fonti vicine al governo confermano che l’esecutivo guidato dal ministro Adolfo Urso sta seguendo attentamente le trattative e facilitando il dialogo tra le parti per evitare una crisi sulla governance e sul mercato estero.
Al momento non è esclusa la possibilità di una cessione totale della quota di Sinochem, ma la strada più probabile rimane quella di una riduzione al 10%. L’indiscrezione ha avuto immediato effetto sul titolo: nella seduta del 7 gennaio, Pirelli ha chiuso in rialzo dello 0,8% a 6,21 euro.
Secondo gli analisti, la riduzione della quota cinese potrebbe non solo risolvere le tensioni sul mercato statunitense, ma anche aprire la strada a una gestione più lineare della governance e a una maggiore libertà operativa su mercati strategici per l’azienda.
Il mercato statunitense rappresenta un pilastro per i ricavi premium di Pirelli, in particolare per i prodotti dotati della tecnologia Cybertyre, dedicata alla raccolta dati in tempo reale per migliorare sicurezza e performance delle auto. Il blocco di tali prodotti rischierebbe di penalizzare in modo significativo i conti del gruppo. La riduzione della quota di Sinochem, insieme al sostegno del golden power, appare quindi come la soluzione più rapida ed efficace per salvaguardare la posizione di Pirelli a livello globale.
Le trattative proseguono e, se confermate, potrebbero segnare un precedente importante per il ruolo del golden power in scenari di governance complessa con investitori esteri in aziende strategiche italiane.
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