Mercoledì, 25 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

FII e Rina verso la partnership: la sgr guidata da Bertoni punta a una quota di circa 30% del gruppo

Ci vorrà ancora qualche mese per capire se l'operazione potrà davvero concretizzarsi, ma potrebbe essere vicino un nuovo assetto dell'azionariato di Rita. Il Fondo Investimento Italiano potrebbe acquisire circa il 30%

21 Febbraio 2023

FII e Rina verso la partnership: la sgr guidata da Bertoni punta a una quota di circa 30% del gruppo

Un possibile scenario è l'acquisto delle azioni proprie (27%) di cui è in possesso la società dopo aver rilevato la partecipazione di Naus. In tal caso varrebbe intorno a 900 milioni.

Ci vorrà probabilmente ancora qualche mese per capire se l'operazione potrà davvero concretizzarsi, ma potrebbe essere vicino un nuovo assetto dell'azionariato di Rina, la società che fornisce servizi a valore aggiunto che vanno dalla certificazione ai settori energia, infrastrutture e trasporti. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza un soggetto che starebbe studiando attivamente il dossier è il Fondo Italiano Investimento, la sgr di cui Cdp possiede il 55%, ma il cui azionariato vede la presenza anche di grandi banche Intesa Sanpaolo e Unicredit, Banco Bpm e Bper e di enti come Abi, Enpam e Enpaia. Che la società guidata da Ugo Salerno fosse in cerca di un nuovo partner finanziario era noto. Negli ultimi mesi Rina ha sia acquistato la statunitense Patrick Engineering, società con sede a Chicago, che si occupa di consulenza ingegneristica per infrastrutture e trasporti ed energie rinnovabili, sia liquidato il socio Naus, veicolo controllato dai fondi Vei Capital, Vs&l e NB Renaissance, che deteneva il 27% del capitale.

In sostanza ora Rina detiene quasi un terzo di azioni proprie, quota che Salerno aveva specificato sarebbe stata messa sul mercato alla ricerca di un nuovo soggetto disposto a investire. Nelle ultime settimane si sono affacciati fondi interessati all'operazione (alcuni dei quali stranieri) ma in pole position potrebbe esserci proprio Fii. Nel caso l'operazione dovesse essere confermata, uno degli scenari possibili vedrebbe la sgr guidata da Davide Bertone rilevare una quota intorno al 30% di Rina. Per la società, la valorizzazione della quota riacquistata pochi mesi fa darebbe nuovo slancio ai progetti di crescita che puntano a nuove operazioni straordinarie. Il gruppo con sede a Genova ha chiuso il 2022 con ricavi intorno a 680 milioni e con un ebitda intorno a 85 milioni.

Se l'operazione avvenisse, margine operativo lordo a 90 mln

Tenendo conto peraltro della recente acquisizione di Patrick Engineering il margine operativo lordo potrebbe attestarsi intorno ai 90 milioni. Qualsiasi sia il soggetto che alla fine sarà individuato come nuovo azionista, la valutazione del 100% di Rina si troverà applicando un multiplo all'ebitda della società, che per aziende che operano in questo settore può andare nel peggiore dei casi intorno a otto e nel migliore a 12 volte il mol. Ipotizzando un multiplo di 10 volte, la valutazione della società risulta intorno a 900 milioni e applicando questa simulazione, il 30% dovrebbe quindi valere intorno a 270 milioni. Il principale azionista di Rina è ancora oggi il Registro Navale Italiano, un ente morale di natura privata (paragonabile a una fondazione) nel cui consiglio di amministrazione siedono i rappresentanti di varie associazioni di Camere di Commercio, armatori, assicurazioni, cantieri e altri professionisti. Il gruppo dal 2014 era partecipato da Palladio, attraverso Vei Capital e Venice Shipping & Logistics, e dal 2016 da NB Renaissance (che aveva rilevato la quota originariamente acquisita da Intesa Sanpaolo quando entrò insieme a Palladio), fondi però che come detto sono di recente usciti dal capitale, operazione a seguito della quale hanno lasciato il cda i consiglieri.

 
In passato Rina aveva anche lavorato a un progetto di quotazione, con un inizio di filing che era stato approntato prima dello scoppio della pandemia e che poi era stato messo in stand-by in attesa di tempi migliori. Nel gennaio 2021, in occasione della diffusione dei dati di bilancio 2020, il gruppo aveva ipotizzato lo sbarco sul listino non prima di due anni, il che significherebbe appunto che una quotazione potrebbe avvenire nel 2023, anche se la sensazione è che prima dello sbarco a Piazza Affari, Rina lavorerà per trovare un nuovo equilibrio nell'azionariato.

Fonte Milano Finanza

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x