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Intesa Sanpaolo e Coldiretti: siglato accordo per il rilancio dell'agricoltura, plafond da 3 miliardi per le PMI associate

Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: "Con l’accordo firmato oggi sosteniamo le piccole e medie imprese del settore a compiere un cambio di passo importante nel modo di fare agricoltura, avviando un nuovo futuro, in cui sostenibilità e digitalizzazione siano sempre più centrali"

Di Giada Massironi

09 Giugno 2022

Intesa Sanpaolo e Coldiretti: siglato accordo per il rilancio dell'agricoltura, plafond da 3 miliardi per le PMI associate

Intesa Sanpaolo Coldiretti (fonte: ilgiornaleditalia.it)

Intesa Sanpaolo e Coldiretti hanno siglato oggi un importante accordo per il rilancio dell’agricoltura che prevede un plafond di 3 miliardi di euro per le piccole e medie imprese associate, a supporto dei primi bandi previsti dal PNRR per il settore.

Intesa Sanpaolo e Coldiretti: siglato accordo per il rilancio dell'agricoltura, plafond da 3 miliardi per le PMI associate

Nella Sala delle Statue di Palazzo Rospigliosi, si è tenuto un convegno per presentare l’accordo apertosi con i saluti di Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale di Coldiretti. E’ seguito l’intervento di Stefania Trenti, responsabile Industry Research Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo sul tema “Lo scenario per il settore agroalimentare italiano”. I contenuti dell’accordo sono stati illustrati da Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo e Raffele Borriello, Capo Area Legislativa e Relazioni Istituzionali di Coldiretti. E’ seguito un dialogo tra Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo ed Ettore Prandini, presidente Coldiretti. E’ intervenuto il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli.

Intesa Sanpaolo e Coldiretti hanno deciso di avviare iniziative congiunte di sostegno ai bandi del PNRR con azioni che ne possano facilitare l’accesso alle aziende agricole, accompagnandole con strumenti dedicati messi a disposizione dalla banca, al fine di massimizzare l’intervento pubblico nel percorso verso nuovi modelli di agricoltura. A tal fine Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle aziende del comparto un plafond affinché le aziende possano cogliere le sfide e le opportunità del cambiamento in coerenza con le linee guida indicate dall’agenda di Governo e con la sua fase di attuazione.

Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese: "Avviare un nuovo futuro, in cui sostenibilità e digitalizzazione siano sempre più centrali"

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede importanti iniziative e risorse con l’obiettivo di determinare un vero e proprio cambio di paradigma dell'intero settore agroalimentare nazionale. Con l’accordo firmato oggi, Intesa Sanpaolo vuole contribuire a questo cambiamento sostenendo le piccole e medie imprese del settore a compiere un cambio di passo importante nel modo di fare agricoltura, avviando un nuovo futuro, in cui sostenibilità e digitalizzazione siano sempre più centrali. – ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – Il nostro Gruppo, che collabora da anni con Coldiretti, vuole porsi come acceleratore del PNRR favorendone sia l’accesso alle misure pubbliche sia con propri strumenti, mettendo a disposizione risorse e i professionisti della propria Direzione Agribusiness, il centro di eccellenza del Gruppo dedicato all’agricoltura.”

Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese: “Per il settore agricolo abbiamo una struttura dedicata l'Agribusiness ed eroghiamo ogni anno circa 2 mld di crediti”

VIDEO - Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese: “Per il settore agricolo abbiamo una struttura dedicata l'Agribusiness ed eroghiamo ogni anno circa 2 mld di crediti”

Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: ”L’intesa con Coldiretti è lunga nel tempo, è un rapporto consolidato da anni, una associazione importantissima che rappresenta milioni di operatori del settore, un settore molto importante che rappresenta circa il 20% del PIL nazionale. Proprio per queste ragioni negli anni abbiamo voluto dedicare una struttura che seguisse solo questo settore, l’Agribusiness con 200 filiari, oltre 1000 persone, circa 80 mila clienti, 12 miliardi sono i volumi in un settore per il quale noi eroghiamo ogni anno circa due miliardi di crediti, quindi volumi estremamente significativi, con soluzioni importanti finalizzate non solo a finanziare investimenti ma anche ad avviare nuova imprenditoria. Sono tante le iniziative che abbiamo fatto in questi anni, è un settore questo estremamente dinamico che negli anni sempre più sta accogliendo la libera iniziativa dei giovani di questo Paese.”

Barrese risponde così sulle risorse del PNRR ai microfoni de Il Giornale d’Italia: “Per le risorse del PNRR abbiamo creato una piattaforma che consentisse ai clienti e anche a quelli di questo settore, di accedere ai bandi che vengono messi a disposizione per dare a loro una chiara idea del contenuto e di come è possibile l’accesso. Poi abbiamo messo a disposizione 400 miliardi, nella specifica 120 per le PMI per aiutare l’onboarding sul PNRR, nel caso in cui i fondi siano a valere a fondo perduto l’azienda ha bisogno di un anticipo e la banca è pronta a farlo, a condizioni importanti e con durate estremamente lunghe.”

“Gli imprenditori in generale sono abituati a gestire quella che è l’incertezza, di sicuro è un elemento che si potesse evitare sarebbe meglio perché l’incertezza rallenta le decisioni di investimento e di innovazione. Noi siamo al fianco delle imprese proprio per aiutarle in questo percorso, bisogna un attimo attendere che certe situazioni, come in particolare la guerra, che stanno creando spinta sui prezzi in particolare dell’energia e delle materie prime naturalmente si riassorbono. Elementi questi che chiaramente vanno penalizzare un settore come quello dell’agricoltura su cui questi due elementi incidono in modo significativo. Sicuramente il PNRR potrà aiutare perché da un lato consentirà di ridurre la dipendenza energetica, è importantissimo tutto l’intervento sulle energie rinnovabili e dall’altro lato sviluppare ulteriormente questo settore non ci porterà all’indipendenza dal punto di vista alimentare ma di sicuro aiuterà, In ogni caso aumenta il livello e la qualità, già estremamente alta dal punto di vista alimentare, l’Italia rendendoci sempre più competitivi.”

Coldiretti, Ettore Prandini: "L’accordo con Intesa Sanpaolo rappresenta uno strumento importante per l’accesso al credito delle imprese agricole"

“Il PNRR è fondamentale per affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale e noi siamo pronti per rendere l’agricoltura protagonista utilizzando al meglio i fondi a disposizione. – ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini - In tale ottica, l’accordo con Intesa Sanpaolo rappresenta uno strumento importante per l’accesso al credito delle imprese agricole, sostenendo l’impegno dell’agroalimentare per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Gli sconvolgimenti che la guerra ha portato, hanno evidenziato come produrre cibo e non dipendere dall’estero sia un tema strategico di sicurezza nazionale per un Paese come l’Italia che deve ancora colmare il pesante deficit produttivo in molti settori importanti. In tale ottica il PNRR rappresenta un’opportunità proprio per contribuire a raggiungere l’obiettivo di dimezzare la dipendenza dall’estero aumentando produzione, rese e sostenendo l’innovazione tecnologica e le sinergie di filiera. Ma l’agricoltura può contribuire anche alla promozione di rete energetiche alternative come il fotovoltaico.”

Coldiretti, Ettore Prandini: "Traguardare nell’arco di 10 anni una piena autosufficienza produttiva"

 

VIDEO - Coldiretti, Ettore Prandini: "Traguardare nell’arco di 10 anni una piena autosufficienza produttiva"

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti afferma a Il Giornale d’Italia:

"L’importanza dell’accordo che oggi sigliamo con Intesa Sanpaolo è finalizzato a immettere ancor più liquidità nei confronti delle imprese agricole che attraversano un momento non particolarmente edificante: 3miliardi in più che si vanno ad aggiungere alle risorse del PNR, ci metteranno nella condizione di poter continuare ad investire sul tema della sostenibilità ed investire per quanto riguarda l’internazionalizzazione, investire per quanto riguarda l’agricoltura di precisione e continuare ad essere il punto di riferimento a livello mondiale del cibo distintivo.

Abbiamo la presunzione di poter dire che se insieme accompagneremo i nostri imprenditori e l’intera filiera agroalimentare questo possa diventare il vero settore economico che farà da traino al futuro del paese Italia".

Crisi del grano, dobbiamo raggiungere l’indipendenza: a che punto siamo?

"Oggi se guardiamo i dati siamo ancora un paese fortemente deficitario, dobbiamo fare un’analisi di quello che è avvenuto negli ultimi anni : una scarsa redditualità per le imprese agricole, l’abbandono di più di 800mila ettari all’interno del nostro paese. Soprattutto nelle aree interne servono investimenti, anche di carattere infrastrutturale, sia per quanto concerne la logistica, per gli stoccaggi e per i bacini di accumulo. Rendere irrigui quei terreni che non lo sono significa triplicare le rese per superficie. Serviranno degli anni ma abbiamo bisogno di accompagnare questi investimenti nel medio lungo periodo, per traguardare nell’arco di 10 anni una piena autosufficienza produttiva che ci permetta di tracciare ulteriormente la filiera agroalimentare e renderla distintiva, perché verranno utilizzati solo ed esclusivamente cereali e prodotti provenienti dall’agricoltura italiana e rafforzare quell’identità che il mondo ci invidia".

Quanto pesa l’assenza dell’ucraina?

"Se facciamo un’analisi direttamente su quelli che sono gli andamenti economici all’interno del nostro paese non è cosi rilevante. Noi importiamo da Ucraina e Russia complessivamente il 3% del grano e il 15% del mais, ma ovviamente l’analisi non può essere confinata ai confini nazionali, deve essere un’analisi di carattere geopolitico, soprattutto per quanto riguarda le aree del nord Africa che sono fortemente in difficoltà perché erano grandi importatrici di grano proveniente da Russia ed Ucraina.

Considerando il rischio di ondate legate a fenomeni legate all’immigrazione di queste persone che sono in difficoltà nell’avere cibo e nell’avere grano in termini di disponibilità; contestualmente dovremo investire e ragionare in termini politici per far si che questo non avvenga".

Intesa Sanpaolo a supporto dell’imprese agricole associate a Coldiretti

Le aree di intervento dell’accordo riguardano tutte le misure attraverso cui attuare il programma delineato dal PNRR a sostegno dell’Agrosistema italiano e che prevede importanti stanziamenti con misure a titolarità del MIPAAF, MITE, MISE, MIBAC e Min. Turismo, a partire dai primi bandi relativi ai “Parco agrisolare” e all’“Innovazione e meccanizzazione”, ma anche gli interventi per una migliore gestione delle risorse idriche, per lo sviluppo della logistica e della capacità di stoccaggio e soprattutto per i contratti di filiera. Nello specifico il primo bando mira a favorire l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso la diffusione dell’istallazione di pannelli solari senza consumo del suolo, migliorando la competitività delle aziende agricole. Il secondo prevede di incrementare la sostenibilità di produzione e sicurezza alimentare, introdurre tecniche di agricoltura e di fertilizzazione di precisione, aumentare produttività e competitività delle filiere, a partire dall’ Ammodernamento dei frantoi oleari. I contratti di filiera, invece, partendo dalla produzione agricola, si sviluppano nei diversi segmenti della filiera agroalimentare con un contributo dello Stato concesso per diverse tipologie di investimenti dalla zootecnia al vino, dal grano alla frutta secca, dall’olio all’ortofrutta fino ai fiori.

A supporto dell’imprese agricole associate a Coldiretti, Intesa Sanpaolo individuerà le migliori soluzioni per facilitare l’accesso alle iniziative di sostegno pubblico, in particolare per ottenere l’anticipazione dei contributi a fondo perduto e richiedere impegni di firma per abilitare l’inoltro della richiesta di anticipazione del contributo a fondo perduto al Ministero.

Inoltre, laddove il contributo pubblico non dovesse coprire l’intero ammontare dell’investimento, la banca affiancherà le aziende con finanziamenti la cui durata potrà arrivare fino a 30 anni ed importo fino al 100% della spesa, anche con garanzia sussidiaria ISMEA e Green di Sace.

Oltre al supporto ai bandi, Intesa Sanpaolo mette a disposizione gratuitamente delle imprese “Incent now” la piattaforma digitale, frutto della collaborazione con Deloitte, che permette di avere informazioni relative alle misure e ai bandi resi pubblici da enti istituzionali nazionali ed europei nell’ambito della pianificazione del PNRR. Le aziende avranno la possibilità di individuare rapidamente le migliori opportunità sulla base del proprio profilo e raccogliere le informazioni utili per presentare i propri progetti di investimento concorrendo all’assegnazione dei fondi pubblici.

Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle imprese di capitale associate anche i finanziamenti S-Loan Agribusiness per favorire gli investimenti in forme di tutela contro i rischi del cambiamento climatico e cogliere le principali opportunità derivanti dall’adozione di modelli di business più sostenibili. E’ previsto un meccanismo di premialità attraverso il riconoscimento di una riduzione del tasso del finanziamento a fronte del raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.

Infine, per incentivare la diffusione di aziende agricole condotte da giovani imprenditori, anche attraverso il passaggio generazionale, Intesa Sanpaolo mette a disposizione soluzioni dedicate per supportare la fase di avvio dell’attività, lo sviluppo e la crescita, anche in coerenza con le azioni di sostegno pubbliche previste nell’ambito dei bandi del PNRR.

Valorizzazione delle filiere produttive attraverso il Programma Sviluppo Filiere della banca che ha l’obiettivo di valutare le piccole e medie imprese valorizzandone il posizionamento strategico all’interno delle catene di fornitura e sostenendole, basandosi sul presupposto che ogni azienda capofiliera ha migliaia di fornitori, anche di piccolissime dimensioni, che partecipano alla realizzazione dei propri prodotti, contribuendo al successo e all’affermazione competitiva della manifattura italiana nel mondo. Grazie a questo programma, le piccole e medie imprese agricole fornitrici strategiche del champion possono beneficiare dell’appartenenza alla filiera in termini di migliori condizioni di accesso al credito. Nel settore agro-alimentare sono stati attivati 160 contratti di filiera che coinvolgono oltre 6.000 fornitori, oltre 22.000 dipendenti del capofiliera, per un volume d’affari complessivo di 21 miliardi di euro.

 

 

 

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