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Ue, accordo sul Digital Services Act: in arrivo nuove regole per le Big Tech

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: "L'accordo sul Dsa è storico"

23 Aprile 2022

Ue, accordo sul Digital Services Act: in arrivo nuove regole per le Big Tech

Fonte: Pixabay

L'Unione europea ha raggiunto, dopo ore di discussione, l'accordo politico sul Digital Services Act, meglio noto come Dsa, ovvero disegno di legge che impone alle Big Tech mondiali una "maggiore responsabilità sui contenuti illegali o nocivi" presentati sulle loro piattaforme. Sono dunque in arrivo nuove regole. "L'accordo sul Dsa è storico", commenta qualche minuto dopo aver preso la decisione la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen sul proprio profilo Twitter. "Le nostre nuove regole proteggeranno gli utenti online, garantiranno libertà di espressione e opportunità per le imprese", precisa. Poi la von der Leyen sostiene che "ciò che è illegale offline sarà effettivamente illegale online nell'Ue" e che si tratta di "un segnale forte per persone, aziende e Paesi in tutto il mondo".

Ue, accordo sul Dsa: cosa prevede

L'accordo Ue sul Dsa - si legge in una nota - "consacra il principio che ciò che è illegale offline deve essere illegale anche online. Mira a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di contenuti illegali e a garantire la tutela dei diritti fondamentali degli utenti". Thierry Breton, commissario Ue per il mercato interno afferma sui social: "Sì, abbiamo un accordo! Con il Dsa è finito il tempo in cui le grandi piattaforme online si comportano come se fossero 'troppo grandi per preoccuparsene'. Un traguardo importante per i cittadini dell'Ue".

Nuove regole sono quindi in arrivo per le "piattaforme molto grandi", ovvero quelle con "più di 45 milioni di utenti attivi" in Ue, ovvero una ventina di aziende. Nello specifico si tratta di società come Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft, Twitter e, con ogni probabilità, anche TikTok, Zalando e Booking. Una volta all'anno ci saranno delle verifiche, assicura l'Ue.  "Nel contesto dell'aggressione russa in Ucraina e delle particolari conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online - spiega il consiglio europeo - è stato introdotto un nuovo articolo al fine di istituire un meccanismo di reazione in caso di crisi".

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