26 Marzo 2026
Stretto di Hormuz
Il Parlamento iraniano sta spingendo per l'approvazione di una legge che ufficializzi l'introduzione di pedaggi per tutte le navi e le imbarcazioni che transitano nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito da agenzie di stampa iraniane, i dazi imposti potrebbero raggiungere anche i 2 milioni di dollari, tariffa descritta dall'Iran come necessaria per garantire la "sicurezza" nel transito dello Stretto.
Mentre i difficili negoziati fra Stati Uniti e Iran procedono a singhiozzo nonostante la Casa Bianca li abbia più volte definiti "costruttivi" e in piena fase operativa, i legislatori iraniani stanno lavorando a nuove misure tariffarie per assicurarsi il controllo del traffico marittimo a Hormuz. Ieri 25 Marzo, dopotutto, una delle cinque condizioni poste da Teheran a Washington per un cessate il fuoco riguardava proprio il riconoscimento internazionale del diritto alla sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz, e il nuovo progetto di legge tariffario dovrebbe contribuire a consolidare proprio questo aspetto. Se approvata, la legge imporrebbe il versamento, da parte di navi, gasoliere e petroliere, di dazi e pedaggi il cui funzionamento, fa sapere l'Iran, rifletterebbe la stessa logica di "altri corridoi di transito".
"Come in altri corridoi, quando merci attraversano un Paese, si pagano i dazi. Ne garantiamo la sicurezza, è naturale che navi e petroliere paghino per attraversare Hormuz" hanno comunicato fonti iraniane. L'imposizione di tali tasse non è volta solo a garantire la "sicurezza" nel transito, secondo quanto riferito da Teheran, ma soprattutto ad imporre un "regime sovrano" sullo Stretto, collo di bottiglia fondamentale per il trasporto di circa il 20% del petrolio globale. Secondo indiscrezioni, con tutta probabilità i profitti potrebbero essere usati anche per coprire costi di guerra, al netto del fatto che un'ulteriore condizione posta dall'Iran riguardi proprio le riparazioni di guerra garantite dagli aggressori occidentali.
Non è chiaro come i pagamenti potrebbero avvenire dato che l'Iran è sottoposta a sanzioni internazionali. Tuttavia, oltre al nuovo sistema tariffario in via di approvazione, a destare preoccupazione resta il blocco dello stesso Stretto, transitabile solo a navi "non ostili". Tra i Paesi che starebbero parlando con Teheran per il passaggio sicuro a Hormuz vi sono India, Pakistan, Iraq, Cina.
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