16 Marzo 2026
Carro armati Idf, fonte: X @Jasmineayoun74
Da oltre due settimane l’esercito israeliano porta avanti operazioni di terra nel sud del Libano, conquistando progressivamente nuove posizioni oltre la Linea Blu. Le operazioni dell' Idf, i cui agenti avanzano colpendo civili e centri abitati, hanno svelato la vera natura offensiva degli attacchi che mirano all'occupazione del territorio libanese fino al fiume Litani; strategia su cui Trump ha espresso il suo sostegno. Il tutto si inserisce nel contesto più ampio della guerra degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran, un quadro in cui Tel Aviv sta sfruttando lo scontro con Teheran per rafforzare la propria presenza militare nella regione e guadagnare terreno in Libano. Questa dinamica rientra nella strategia nota come "The Greater Israel", un progetto geopolitico che mira all’indebolimento dei paese considerati nemici da Tel Aviv e all’espansione dell’influenza israeliana nell’area che comprende Palestina, Libano, Giordania, Egitto e Siria.
Secondo fonti da ambienti israeliani, Israele sta preparando un’espansione massiccia dell’offensiva terrestre, con l’obiettivo di arrivare fino al fiume Litani, circa trenta chilometri oltre il confine. "Stiamo per espandere l’operazione di terra" avrebbe dichiarato una funzionario israeliano, spiegando che finora le incursioni erano rimaste limitate a 4 o 5 chilometri oltre la Linea Blu e alla presa di meno di venti posizioni strategiche. Secondo le stesse fonti, la strategia israeliana prevede un approccio simile a quello utilizzato nella Striscia di Gaza. La frase riportata nelle ricostruzioni diplomatiche è esplicita "Faremo quello che abbiamo fatto a Gaza". L’operazione, che potrebbe diventare la più vasta dalla guerra del 2006, ha ricevuto anche l’appoggio politico dell’ex presidente americano Donald Trump.
Secondo la versione diffusa dal governo israeliano, l’obiettivo dell’offensiva sarebbe Hezbollah e l’operazione verrebbe presentata come una misura difensiva per proteggere il territorio israeliano dai lanci di razzi provenienti dal Libano. Tuttavia molti osservatori e analisti ritengono che l’operazione sia di natura offensiva e che avrebbe lo scopo di destabilizzare e conquistare il sud del Libano crando una zona cuscinetto sotto controllo israeliano fino al Litani. In questo contesto Hezbollah viene visto da parte di una parte della popolazione libanese non solo come una milizia armata ma come una forza di deterrenza e di resistenza contro Israele, soprattutto dopo anni di conflitti lungo il confine meridionale del Libano.
Israele persegue la realizzazione del piano chiamato "The Greater Israel" e quanto sta accadendo in Libano è la copia di quanto accaduto in Palestina. Gli obbiettivi noti del governo sionista di Tel Aviv sono l'espansionismo e l'egemonismo tramite la conquista di terre e l'allargamento dei confini, e l'indebolimento di Hamas, Hezbollah, Iran, Houthi e tutte le milizie che si oppongono alla politica invasiva israeliana.
Questo conflitto infatti si avvicina sempre più ad assomigliare a quello avvenuto a Gaza. Tra i primi obbiettivi c'è il settore sanitario. Nel villaggio di Burj Qalawiya, nel distretto di Bint Jbeil, un attacco ha ucciso dodici operatori sanitari tra medici, paramedici e infermieri mentre erano in servizio in un centro medico. Secondo il ministero della Salute libanese, dall’inizio di questa nuova fase del conflitto 26 operatori sanitari sono stati uccisi e 51 feriti. Le autorità di Beirut accusano l’esercito israeliano di prendere di mira ambulanze e squadre di soccorso.
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