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Crans-Montana, la denuncia del buttafuori Predrag Jankovic: “Chiesto aiuto a poliziotto, mi disse ‘non sono qui per questo’”

Jankovic racconta di aver visto una giovane priva di sensi. “I suoi vestiti si erano sciolti, lei era priva di sensi”, ricorda. Il buttafuori dice di aver chiesto aiuto a un poliziotto indicando la ragazza, ma la risposta che avrebbe ricevuto sarebbe stata lapidaria: “Ho indicato questa ragazza a un agente di polizia che mi ha detto di non essere lì per questo”

10 Marzo 2026

Crans-Montana, la denuncia del buttafuori Predrag Jankovic: “Chiesto aiuto a poliziotto, mi disse ‘non sono qui per questo’”

Jankovic Predrag Fonte: Fb @HappyPot.ch

Il buttafuori Predrag Jankovic, in servizio al discopub Le Constellation di Crans-Montana la notte di Capodanno, ha denunciato che all’esterno del locale avrebbe chiesto aiuto a un agente di polizia per soccorrere una ragazza priva di sensi. Secondo il suo racconto, la giovane era nuda perché i vestiti si erano sciolti a causa dell’incendio. Quando ha indicato la ragazza al poliziotto, però, si sarebbe sentito rispondere: “Non sono qui per questo”.

Crans-Montana, la denuncia del buttafuori Predrag Jankovic: “Chiesto aiuto a poliziotto, mi disse ‘non sono qui per questo’”

È una ricostruzione drammatica quella che emerge dal verbale di Predrag Jankovic, uno dei due buttafuori in servizio al discopub Le Constellation di Crans-Montana durante la notte di Capodanno segnata da un devastante incendio. Dalla sua testimonianza emergono gravi carenze sul piano della sicurezza e dell’organizzazione del locale, oltre al racconto dei momenti di caos e terrore vissuti durante la tragedia.

Jankovic, che ha studiato da falegname, avrebbe lavorato quella sera senza aver ricevuto una formazione specifica come addetto alla sicurezza. “Non sono una guardia giurata”, ha dichiarato nel verbale, spiegando di non sapere neppure se all’interno del locale fossero presenti estintori. Anche l’equipaggiamento sarebbe stato praticamente inesistente. “Avevo solo una torcia. Non avevo nient'altro”, ha raccontato.

Una situazione che, secondo quanto riferito, riguardava anche il collega di servizio, morto nell’incendio, che avrebbe svolto lo stesso lavoro senza addestramento e senza strumenti adeguati.

Nel verbale il buttafuori racconta inoltre di aver assistito a una discussione tra Jean-Marc Gabrielli — definito dai coniugi Moretti loro “figlioccio” —, Cyane Panine, la cameriera che avrebbe involontariamente provocato l’incendio avvicinando un bengala al soffitto infiammabile, e Jessica Moretti. “Parlavano delle porte, di avere un solo ingresso per impedire alle persone di entrare da altri punti. È successo proprio davanti a me”, ha dichiarato. Poco dopo, aggiunge, sarebbe arrivato anche un ordine preciso: “A un certo punto ricevetti l'ordine da Jean-Marc di smettere di controllare i documenti, perché dovevano entrare tutti”.

Poi il racconto si concentra sui momenti dell’incendio e sulla fuga disperata. “Ho ricevuto una scarica di fumo in faccia e sono caduto dalle scale. Volevo aprire un'altra porta per far uscire le persone che si accalcavano sulla veranda, ma non ci sono riuscito. Sono stato calpestato. Non riuscivo a muovermi. Guardavo la morte avvicinarsi”.

La scena descritta nel verbale è drammatica. “Quando il fuoco si è spento c'è stato silenzio assoluto per 3 o 4 secondi. Sono stato calpestato, avevo due ragazze sopra di me e le ho viste morire. Sono immagini che rimangono impresse, è difficile. Avevano gli occhi fuori dalle orbite, ho chiuso gli occhi, non avevo mai visto niente del genere”.

Il buttafuori racconta di essere riuscito a uscire solo dopo essersi liberato da una massa di persone. “Sono uscito perché erano tutti privi di sensi, o morti. Sono riuscito a uscire strisciando, dimenandomi, ero sotto una pila di persone”.

Una volta fuori dal locale sarebbe avvenuto anche un confronto con le forze dell’ordine. “Un agente mi ha praticamente ordinato di andare al 1900 - il locale di fronte, ndr -. Mi sono rifiutato, perché non volevo vedere cosa stava succedendo lì. È stato orribile. Mi ha preso i documenti”.

Proprio in quel momento Jankovic racconta di aver visto una giovane priva di sensi. “I suoi vestiti si erano sciolti, lei era priva di sensi”, ricorda. Il buttafuori dice di aver chiesto aiuto a un poliziotto indicando la ragazza, ma la risposta che avrebbe ricevuto sarebbe stata lapidaria: “Ho indicato questa ragazza a un agente di polizia che mi ha detto di non essere lì per questo”.

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