10 Marzo 2026
Donald Trump, Fonte: Imago
Con il protrarsi della guerra fra Iran, Stati Uniti e Israele, che non accenna a rallentare, gli Usa e i suoi alleati del Golfo stanno velocemente consumando le armi e le munizioni in loro possesso. Il presidente americano Donald Trump starebbe quindi pressando le industrie belliche Lockheed Martin e Raytheon per aumentare la produzione di missili, droni e intercettori.
A fronte della rapida diminuzione delle scorte di armi e munizioni causata dall’intensa campagna militare statunitense e israeliana contro l’Iran, l’amministrazione Trump sta premendo il Congresso per approvare una richiesta supplementare di bilancio da circa 50 miliardi di dollari destinata a ricostituire gli arsenali statunitensi.
Secondo fonti informate, il Pentagono sta elaborando una proposta di bilancio aggiuntivo che potrebbe essere formalizzata nelle prossime settimane, mentre la Casa Bianca e i principali responsabili della difesa sollecitano i leader delle maggiori aziende produttrici di armamenti ad aumentare drasticamente la produzione. Un incontro cruciale si è tenuto venerdì alla Casa Bianca con dirigenti di colossi come Lockheed Martin e Raytheon (ora RTX), durante il quale l’amministrazione ha manifestato forte pressione affinché vengano superate le restrizioni nella catena di produzione di missili, artiglieria e altri sistemi d’arma.
La necessità di rifornire le scorte nasce dallo sforzo bellico prolungato: la recente offensiva contro obiettivi iraniani ha consumato una quantità di munizioni di precisione superiore a quella utilizzata in anni di conflitti precedenti, spingendo il Pentagono a considerare tagli di bilancio e richieste straordinarie per far fronte alla domanda.
Fonti di stampa riferiscono che Trump, pur dichiarando a gran voce una "fornitura praticamente illimitata" di armamenti, ha riconosciuto ai suoi collaboratori la necessità di espandere significativamente la produzione nazionale. La strategia include quaduplicare la produzione di sistemi avanzati e accelerare linee industriali che, secondo gli esperti, richiedono mesi o anni per raggiungere piena capacità.
Se approvata, la richiesta di fondi rappresenterebbe una delle più alte iniezioni di denaro pubblico nella produzione e rifornimento di armamenti nella storia recente degli Stati Uniti. I leader delle imprese belliche, sotto forte pressione politica, hanno già espresso impegni formali a potenziare output e ridurre i tempi di consegna, mentre l’amministrazione prepara ulteriori incentivi e possibili sanzioni per chi non rispetta gli obiettivi produttivi.
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