26 Febbraio 2026
Tarek William Saab, Procuratore Generale venezuelano dal 2017, ha ufficialmente rassegnato le proprie dimissioni al Parlamento chiudendo così quasi nove anni di incarico presso il Ministerio Público. Figura definita "controversa" perché vicina all'operato dell'ex leader Nicolas Maduro, nonché indagato per presunto arricchimento illecito sebbene poi il procedimento sia stato archiviato dal Ministero (da lui stesso guidato), al suo posto arriverà provvisoriamente Larry Devoe, avvocato considerato vicino alla Presidente Delcy Rodríguez e al fratello Jorge, presidente del Parlamento.
Continua il rimpasto dei vertici politico-istituzionali del Venezuela dopo la caduta di Maduro per mano statunitense e l'insediamento della sua vice Rodríguez, estremamente più propensa a soddisfare le richieste trumpiane. Ora a "cadere" presentando le sue dimissioni all'Assemblea Nazionale del Venezuela è Tarek William Saab, Procuratore generale di lunga data, a lungo accusato di aver trasformato il sistema giudiziario in un'arma di repressione politica durante gli anni "caldi" del governo Maduro. Secondo quanto emerso da fonti collaterali, sembra però che a Saab siano state fatte pressioni affinché rassegnasse le dimissioni, specie dopo le tensioni nate con la recente legge storica sull'amnistia che permette la scarcerazione di centinaia di perseguitati e prigionieri politici.
Al centro delle controversie su Saab il suo ruolo-chiave: quello da Procuratore Generale, carica fondamentale nella gestione del sistema politico statale, e che l'attuale dimissionario ricopriva da ben nove anni. A quanto risulta però, durante il suo mandato, numerose organizzazioni per i diritti umani sollevarono dubbi e accuse sulla trasparenza e, soprattutto, sui metodi irregolari di persecuzione degli avversari politici. Saab è stato inoltre accusato, nel 2018, per presunto arricchimento illegale e malversazione in merito a contatti con la società Conkor, accuse che però sono stati archiviati dallo stesso Ministero guidato da Saab.
Certo è che ora, con le sue dimissioni, la scelta del nuovo successore è destinata ad influenzare notevolmente il già delicato quadro di equilibrio politico venezuelano. A quanto risulta, nell'attesa di un Procuratore Generale definitivo, la scelta ad interim è caduta sull'avvocato e diplomatico (chavista) Larry Devoe, vicina ai fratelli Rodríguez, ex segretario esecutivo del Consiglio nazionale dei diritti umani, ma anche lui sanzionato dal Canada nel 2019 per accuse di complicità di "violazioni di diritti umani e corruzione".
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