26 Febbraio 2026
Trump-Khamenei Fonte: X @SumitHansd
Durante la prima sessione, quella mattutina, del terzo round di negoziati fra le delegazioni di Usa e Iran, mediati dall'Oman, gli Stati Uniti hanno presentato un diktat molto pesante. Secondo le proposte di Washington, Teheran dovrebbe smantellare i propri siti nucleari, ossia Fordow, Natanz e Isfahan, trasferire il proprio uranio arricchito in America e mantenere l'arricchimento zero per sempre, in modo indefinito.
I colloqui sul programma nucleare iraniano che si stanno tenendo a Ginevra hanno evidenziato profonde divergenze tra Stati Uniti e Iran sulle condizioni di un possibile nuovo accordo, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e da fonti diplomatiche coinvolte nei negoziati.
Secondo funzionari statunitensi citati dal quotidiano americano, Washington avrebbe presentato a Teheran una serie di richieste considerate particolarmente stringenti. Tra queste figurano lo smantellamento dei tre principali siti nucleari iraniani — Fordow, Natanz e Isfahan — la consegna all’estero dell’intero stock di uranio arricchito e l’accettazione di un accordo permanente che vieti qualsiasi attività di arricchimento dell’uranio, senza limiti temporali.
Gli Stati Uniti avrebbero inoltre proposto un alleggerimento graduale delle sanzioni economiche solo dopo la verifica del rispetto degli impegni richiesti, mantenendo restrizioni iniziali limitate. Washington insiste affinché eventuali nuove intese restino in vigore indefinitamente, superando il modello dell’accordo nucleare del 2015, che prevedeva scadenze progressive delle restrizioni.
Teheran ha respinto le richieste più radicali. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che "l’arricchimento dell’uranio è un diritto sovrano", aggiungendo che l’Iran sarebbe disposto a discutere un congelamento temporaneo o una riduzione del livello di arricchimento, ma non lo smantellamento degli impianti nucleari, il trasferimento delle scorte di uranio né limitazioni ai programmi missilistici e difensivi.
La proposta iraniana si concentrerebbe invece sulla revoca sostanziale delle sanzioni e sulla presentazione di garanzie tecniche volte a dimostrare che il programma nucleare non ha finalità militari.
I negoziati si stanno svolgendo sia in formato diretto sia indiretto, con la mediazione del ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi e la partecipazione del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi. Le delegazioni hanno temporaneamente sospeso i colloqui per consultazioni interne, con una ripresa prevista nelle prossime ore.
Nonostante dichiarazioni pubbliche che parlano di clima costruttivo, fonti diplomatiche indicano che le posizioni restano distanti, lasciando incerto l’esito dei negoziati e alimentando timori su possibili escalation regionali qualora non venga raggiunta un’intesa.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia