Mercoledì, 25 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

"Israele ha sparato 900 colpi contro ambulanze a Gaza il 23 marzo 2025, ha giustiziato e massacrato 15 medici" - il REPORT Forensic Architecture

Rapporto indipendente accusa le forze israeliane di aver sparato oltre 900 colpi contro ambulanze a Gaza nell'eccidio di Tal al-Sultan del 23 marzo 2025; Tel Aviv parla di errori operativi e nega esecuzioni

25 Febbraio 2026

Funerali dell'eccidio di Tal al-Sultan

Funerali dell'eccidio di Tal al-Sultan, fonte: Telegram, @lantidiplomatico

Il nuovo report di Forensic Architecture and Earshot ha accusato Israele di aver sparato oltre 900 colpi di arma da fuoco contro le ambulanze della Mezzaluna Rossa Palestinese il 23 marzo del 2025, a Tal al-Sultan. Quel giorno c'è stato un vero e proprio eccidio, secondo il rapporto: l'Idf ha ucciso, alcuni addirittura giustiziando e poi massacrando, 15 medici palestinesi.

"Israele ha sparato 900 colpi contro ambulanze a Gaza il 23 marzo 2025, ha giustiziato e massacrato 15 medici" - il REPORT Forensic Architecture

Un’indagine congiunta condotta dai gruppi di ricerca indipendenti Forensic Architecture ed Earshot, pubblicata da Drop Site News, conclude che il 23 marzo 2025 le forze israeliane hanno ucciso 15 operatori umanitari palestinesi a Tal al-Sultan, nel sud della Striscia di Gaza, sparando oltre 900 colpi contro un convoglio di ambulanze e mezzi di soccorso chiaramente identificabili.

Secondo il rapporto, basato su analisi audio, video, immagini satellitari, materiali open source e testimonianze di due sopravvissuti, almeno l’93% dei proiettili sarebbe stato diretto verso i veicoli di emergenza e il personale medico. Gli investigatori sostengono che almeno otto colpi siano stati esplosi a bruciapelo e che alcuni operatori siano stati raggiunti da distanza ravvicinata, fino a circa un metro.

Le vittime includevano otto membri della Mezzaluna Rossa Palestinese, sei della Protezione Civile palestinese e un dipendente dell’Unrwa. Le ambulanze erano state inviate alle 3:52 del mattino verso l’area di Al-Hashashin, nei pressi di Rafah, dopo un attacco aereo israeliano.

La ricostruzione indica che i soldati avrebbero aperto il fuoco da una posizione sopraelevata su un banco di sabbia, per poi avanzare continuando a sparare. Una volta raggiunti i veicoli, avrebbero colpito i soccorritori a distanza ravvicinata in quella che gli autori definiscono una serie di esecuzioni. I corpi sarebbero stati successivamente rinvenuti in una fossa comune, insieme ai mezzi distrutti e sepolti sotto la sabbia.

L’esercito israeliano ha inizialmente fornito versioni contrastanti dell’accaduto. Un’inchiesta militare interna ha parlato di errori operativi e scarsa visibilità, respingendo le accuse di esecuzione e non raccomandando incriminazioni penali.

Gli autori del rapporto e diversi esperti di diritto internazionale ritengono invece che le prove indichino gravi violazioni del diritto umanitario internazionale, inserendo l’episodio in un contesto più ampio di attacchi contro personale medico protetto durante il genocidio.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

x