24 Febbraio 2026
Le Constellation Fonte: X @LBleuBlancRouge
Accanto al Le Constellation di Crans-Montana ci sarebbe stata la sede del movimento ebraico Chabad Lubavitch, realtà internazionale spesso accostata a figure politiche di primo piano come Netanyahu, Putin e Trump, visti i legami con il rabbino Berel Lazar. È da questo dettaglio che, secondo rumors raccolti dal Giornale d’Italia, si snoderebbe una vicenda fatta di interrogativi su presunti flussi finanziari, intrecci geopolitici e tensioni interne al mondo ebraico.
Il complesso dove si trova anche il Le Constellation verrebbe indicato come l’edificio nel il quale avrebbe operato una sede del movimento ebraico ortodosso Chabad-Lubavitch. Nel dettaglio, il bar si troverebbe al civico 31, accanto alla sede del movimento, situata al 33.
Secondo rumors raccolti dal Giornale d'Italia, il movimento verrebbe spesso associato mediaticamente al rabbino capo di Mosca Berel Lazar, cresciuto a Milano e ritenuto vicino al presidente russo Vladimir Putin, così come a Donald Trump e a Benjamin Netanyahu.
In tutto ciò, Crans-Montana, oltre a essere una località turistica esclusiva, ospita il Crans-Montana Forum, spesso accostato al World Economic Forum per la capacità di riunire decisori globali. Questo elemento contribuirebbe, secondo le ipotesi circolate, ad alimentare la percezione della località come possibile snodo di interessi economici e finanziari di rilievo internazionale. Proprio qui, secondo quanto riportato da rumors, alcuni mesi prima del tragico evento che avrebbe coinvolto l’area di Le Constellation si sarebbe tenuto un incontro dal titolo evocativo: “L’Europa va a fuoco”.
Nei rumors raccolti dal Giornale d’Italia, inoltre, si farebbe riferimento anche a presunti flussi di denaro che sarebbero transitati dalla Svizzera, con particolare attenzione alla piazza bancaria di Ginevra. Alcune ricostruzioni citerebbero inchieste pubblicate dalla testata tedesca Bild e menzionerebbero il nome di Sebastian Bottinelli, della famiglia legata ad Audemars Piguet, indicato come colui che avrebbe versato una cauzione pari a 400mila euro per la scarcerazione di Jacques Moretti, anche se lo stesso avrebbe negato.
Infine, tra i nomi evocati nelle ricostruzioni figurerebbe anche quello di Maria Rosa Poggi in Cappa, la moglie di Ermanno Cappa di Garlasco, indicata come esperta italiana di anti-riciclaggio che sarebbe stata interpellata, dalla Svizzera, su tematiche legate ai flussi finanziari internazionali.
Un ulteriore elemento che verrebbe richiamato nei rumors riguarderebbe la questione della sicurezza: dopo gli attentati del 2008 contro una sede Chabad a Mumbai, il movimento avrebbe rafforzato le misure di protezione a livello globale. Da qui nascerebbe l’interrogativo, sollevato nelle ricostruzioni, su come un luogo ritenuto così sensibile avrebbe potuto trovarsi al centro di un rogo simile. Si potrebbe ipotizzare anche che il luogo sarebbe legato a un presunto “giro oscuro” di denaro. Anche perché, il locale sarebbe stato pagato 2 milioni di franchi in contanti da Jacques Moretti e pare strano come non abbia voluto spendere 6mila franchi per mettere pannelli ignifughi sul soffitto.
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