20 Febbraio 2026
Le Constellation Fonte: X @LBleuBlancRouge
“Uscite del locale tutte chiuse ed estintori non azionati; Jessica Moretti scappò”, sono queste le accuse messe a verbale dai feriti italiani sopravvissuti alla strage di Crans-Montana. Davanti agli inquirenti romani hanno ricostruito i minuti drammatici del rogo. Nel mirino la gestione della sicurezza e dell’emergenza all’interno del locale.
Proseguono serrate le indagini sulla strage avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio ha provocato vittime e numerosi feriti tra cui diversi italiani. In Procura a Roma è arrivata una prima informativa degli investigatori con i verbali delle audizioni dei connazionali rimasti coinvolti nel rogo.
Le loro parole, ora agli atti, delineano uno scenario inquietante. “Tutte le uscite di sicurezza del locale erano chiuse, nessuno ci ha dato indicazioni in quelle fasi. Anche gli estintori non sono stati azionati e l'incendio è divampato in pochi minuti, non c'era materiale ignifugo. Jessica Moretti? È scappata”.
Dichiarazioni pesanti, che saranno oggetto di approfondimento investigativo e che chiamano in causa eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza. Alcuni testi hanno riferito inoltre che nel locale — pur essendo stata raggiunta la capienza massima — era possibile entrare soltanto dopo aver pagato le consumazioni.
Secondo alcune testimonianze, nel Constellation “chiedevano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne e non c'erano divieti per i minori, potevano frequentare il bar e bere alcolici”. Un sistema che, sempre secondo quanto riferito dai presenti, avrebbe privilegiato l’incasso rispetto al rispetto delle regole di sicurezza.
Sul fronte giudiziario si preannunciano tempi lunghi. La rogatoria internazionale inoltrata già a gennaio per acquisire gli atti dell’inchiesta elvetica richiederà passaggi formali complessi. I pm capitolini torneranno in Svizzera, questa volta a Sion, per selezionare direttamente gli atti di interesse. Tuttavia, secondo la procedura svizzera, l’ultima parola sull’autorizzazione alla trasmissione spetterà alle autorità elvetiche.
Nel frattempo la Procura di Roma prosegue autonomamente con le attività investigative. Nelle prossime ore verrà affidata una consulenza tecnica sui telefoni cellulari dei ragazzi italiani morti e feriti nell’incendio, per verificare la presenza di immagini e video che possano contribuire alla ricostruzione della dinamica dei fatti e chiarire eventuali profili di responsabilità.
Sarà inoltre disposta una maxi consulenza medico-legale per accertare con precisione le cause dei decessi e la natura delle lesioni riportate dai sopravvissuti. Un lavoro complesso e delicato che dovrà incrociare elementi tecnici, testimonianze e riscontri oggettivi.
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