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Palestina, ministro Esteri Shahin al Consiglio dei Diritti Umani: "Israele continua con le uccisioni di massa, non c'è alcuna risoluzione"

Varsen Aghabekian Shahin ha inoltre definito l'operato israeliano come una realtà coloniale che abusa costantemente della forza militare

24 Febbraio 2026

Palestina, ministro Esteri Shahin al Consiglio dei Diritti Umani: "Israele continua con le uccisioni di massa, non c'è alcuna risoluzione"

Varsen Aghabekian Shahin, fonte: wikipedia

Il ministro degli Esteri palestinese Varsen Aghabekian Shahin ha denunciato Israele e lo ha accusato di continuare con "uccisioni di massa e spostamenti forzati", sostenendo che non potrà esserci una pace giusta senza la fine dell’occupazione. Nel suo intervento ha parlato di violazioni sistematiche del diritto internazionale e di una realtà imposta con la forza militare che da anni caratterizza la zona di guerra, definita dalle Nazioni Unite come un genocidio

Gaza, il ministro palestinese Shahin all’Onu: "Uccisioni di massa e spostamenti forzati, nessuna pace senza fine occupazione"

Nel corso della 61a sessione del Consiglio per i diritti umani a Ginevra, Shahin ha dichiarato che "Israele continua a compiere uccisioni di massa e spostamenti forzati, imponendo una realtà coloniale con la forza militare, in palese violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite". Il ministro ha aggiunto che "la continua aggressione israeliana alla Striscia di Gaza dimostra un sistematico disprezzo per il sistema internazionale e le sue risoluzioni", sostenendo che l’impunità avrebbe incoraggiato la prosecuzione di quelli che ha definito "crimini di guerra e crimini contro l’umanità".

Secondo i dati forniti dalle autorità sanitarie di Gaza, dall’8 ottobre 2023 Israele avrebbe avviato una campagna militare durata due anni che avrebbe causato oltre 72mila morti palestinesi e più di 171mila feriti, in larga parte donne e bambini, con la distruzione del 90% delle infrastrutture civili. La campagna si sarebbe conclusa con un accordo di cessate il fuoco il 10 ottobre dello scorso anno, ma secondo il Ministero della Salute di Gaza si sarebbero registrate centinaia di violazioni successive, tra bombardamenti e sparatorie, con 615 morti e 1.651 feriti.

Nel suo intervento a Ginevra, Shahin ha ribadito che senza la fine dell’occupazione non potrà esserci stabilità nella regione. Le sue parole si inseriscono in un contesto internazionale sempre più polarizzato, mentre le cifre sulle vittime e le accuse di violazioni continuano ad alimentare tensioni diplomatiche e richieste di responsabilità davanti agli organismi internazionali.

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