20 Febbraio 2026
Gedo Hamdan Ahmed Mohamed ("Abu Shok"), Tijani Ibrahim Moussa Mohamed ("Al Zeir Salem") ed Elfateh Abdullah Idris Adam ("Abu Lulu"), tre comandanti delle Forze di Supporto Rapido (RSF) sudanesi, sono stati sanzionati dal Dipartimento del Tesoro statunitense per le atrocità e i crimini di guerra commessi durante la presa della città di Al-Fashir, nel Darfur Settentrionale.
Lo sguardo internazionale si sta lentamente e sempre più focalizzando sulla guerra civile da anni ormai in corso nel Sudan. Segnali incoraggianti di denuncia e concreta presa di posizione contro i crimini di guerra e le atrocità che giornalmente si consumano contro la popolazione civile in quella parte dell'Africa, erano stati dati mesi fa tanto dall'Unione Europea quanto dal Regno Unito. Ora però nuove sanzioni sono state approvate anche dall'agente statunitense, dopo che il Segretario al Tesoro Scott Bessent è tornato a chiedere ai paramilitari delle RSF un immediato "cessate il fuoco umanitario" e la fine di "questa campagna in corso di terrore e di uccisioni insensate".
Sulla scia dunque, di precedenti sanzioni, e citando le oltre 150mila vittime sudanesi e gli oltre 14 milioni di sfollati - sebbene le cifre restino, purtroppo, ancora stime -, il Dipartimento del Tesoro Usa ha disposto contromisure nei confronti di tre leader paramilitari "coinvolti nell’assedio di 18 mesi e nella cattura di Al-Fashir, in cui le RSF hanno perpetrato una terribile campagna di uccisioni etniche, torture, fame e violenza sessuale".
I leader coinvolti nelle sanzioni statunitensi sono "Abu Shok", maggiore delle RSF, "Al Zeir Salem", comandante di campo dei paramilitari, e il più tristemente noto "Abu Lulu", generale di brigata. Tutti e tre sono stati documentati e filmati mentre massacravano civili torturandoli, e commettevano rapimenti. Le accuse sono pesantissime: "Abu Lulu", in particolare, si è filmato mentre compieva esecuzioni sommarie contro civili inermi, che imploravano pietà. In un video, soprattutto, "Abu Lulu", armato di fucile, è visto discutere a voce alta con un civile vivo, steso a terra. Mentre intorno giacevano i corpi di altre vittime e veicoli dati alle fiamme, "Abu Lulu" avrebbe schernito il civile fino a ucciderlo senza pietà.
La dichiarazione del Dipartimento Usa recita: "Abu Lulu" "ha perpetrato le stesse atrocità in altre parti del Sudan, come nel marzo 2024 quando lui e altri combattenti delle RSF hanno giustiziato il personale della SAF catturato presso la Raffineria di petrolio di Al-Jili, a nord di Khartoum". Le sanzioni parlano, tra le varie misure, del blocco delle proprietà presenti negli Stati Uniti, incluso il 50% di entità possedute "direttamente o indirettamente, individualmente o in gruppo" dai sanzionati.
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