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Minneapolis, giudice Brasel chiede revisione trattamento immigrati detenuti al Whipple Federal Building: "Stanze affollate, diritti calpestati"

La giudice federale Nancy Brasel ha ordinato all'amministrazione Trump di riformare le condizioni nelle quali vertono i detenuti della struttura del Minnesota, citando carenze di servizi, sovraffollamento, accessi negati agli avvocati, telefonate monitorate

13 Febbraio 2026

Minneapolis, giudice Brasel chiede revisione trattamento di immigrati detenuti al Whipple Federal Building: "Stanze affollate, diritti calpestati"

Il Bishop Henry Whipple Federal Building (fonte: Wikipedia)

"La Costituzione non consente al Governo di arrestare migliaia di individui e poi ignorare i loro diritti costituzionali. (...) L'ICE ha isolato migliaia di persone - la maggior parte delle quali detenute presso il Bishop Henry Whipple Federal Building - dai loro avvocati". Sono questi due passaggi notevoli tratti da un documento di oltre 40 pagine firmato dalla Giudice federale Nancy E. Brasel in relazione al trattamento riservato agli immigrati arrestati dall'ICE e detenuti nel Minnesota.

Minneapolis, giudice Brasel chiede revisione trattamento immigrati detenuti al Whipple Federal Building: "Stanze affollate, diritti calpestati"

La "missione" di "rastrellamento" degli agenti anti-immigrazione ICE, che ha suscitato polemiche e aspre proteste in tutti gli States dopo gli omicidi di Renee Nicole Good e di Alex Jeffrey Pretti, continua a tenere banco non più solo per ciò che accade in strada, ma per quanto è stato testimoniato accadere dentro i centri di detenzione degli immigrati "irregolari". Secondo quanto riferito da testimoni rinchiusi all'interno del Bishop Henry Whipple Federal Building, una struttura federale situata a Fort Snelling, vicino a Minneapolis-St. Paul, le condizioni in cui vertono sarebbero del tutto precarie.

Documenti parlano di stanze sovraffollate e infrastrutture sguarnitemale attrezzatepasti che non garantirebbero l'apporto calorico giornaliero sufficiente a ciascun detenuto, camere da letto e servizi igienici mal funzionanti. Secondo un report del Minnesota Star Tribune inoltre, una donna, giovane musulmana, sarebbe stata chiusa per circa 24 ore, con le catene alle caviglie, in un bagno con altri tre uomini. Dal rapporto redatto dalla stessa giudice Brasel risulta che a molte persone detenute - oltre 3mila immigrati dall'inizio dell'operazione Metro Surge, di cui un gran numero arrestato illegalmente e senza valide accuse - sarebbero state impediti gli incontri coi loro avvocati.

Nancy Brasel, Giudice distrettuale degli Stati Uniti ha così emesso una sentenza con la quale ha chiesto al Governo centrale di rivedere le modalità e le condizioni di detenzione all'interno della struttura. L'ordine, che avrà una validità di 14 giorni, risponde all'urgenza di garantire agli immigrati detenuti i "diritti costituzionali che spettano loro" e impone, tra le varie cose, di fornire accessi telefonici di routine, "gratuiti, privati e non monitorati", inclusa la possibilità di avvisare i propri legali e familiari almeno un'ora prima del trasferimento fuori Stato.

Le mosse decisionali della Giudice Brasel riflettono nuovamente l'insofferenza di una parte della legislatura statunitense verso le decisioni di Trump, che soprattutto nello Stato del Minnesota hanno fatto discutere. Prima di Brasel, già il Giudice capo del Tribunale distrettuale federale del Minnesota, Patrick J. Schiltz, aveva sollevato critiche; e anche il magistrato Jerry Black Blackwell aveva criticato il Governo per star ignorando gli ordini della legge.

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