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Alex Pretti Minneapolis, l'esito del rapporto preliminare presentato al Congresso Usa: "Sono stati due agenti ICE a sparare"

Si tratta del primo risultato di un'indagine preliminare su quanto successo ad Alex Pretti a Minneapolis, che smentisce nuovamente le tesi dell'amministrazione Trump

28 Gennaio 2026

Alex Pretti Minneapolis, l'esito del rapporto preliminare presentata al Congresso Usa: "Sono stati due agenti ICE a sparare"

Pretti, fonte: @opirisacusa

È stato reso pubblico il referto dell'indagine preliminare sull'omicidio di Alex Pretti per mano di alcuni agenti Ice avvenuto sabato durante una protesta contro il Customs and Border Protection(Cbp). L'esito, consegnato da Dipartimento della Sicurezza Nazionale al Congresso Usa, riporta come l'infermiere 37enne sia stato freddato non da un agente ma da ben due agenti Ice, mentre altri quattro erano intenti a neutralizzarlo a terra con la forza.

Alex Pretti Minneapolis, l'esito del rapporto preliminare presentata al Congresso Usa: "Sono stati due agenti ICE a sparare"

Secondo questa prima relazione consegnata al Congresso Usa dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale, due agenti federali hanno aperto il fuoco contro Alex Pretti durante lo scontro fatale avvenuto a Minneapolis. Il documento ricostruisce le fasi immediatamente precedenti alla sparatoria e chiarisce che non si sarebbe trattato di un singolo colpo isolato, come inizialmente ipotizzato. L'identità dei due poliziotti non è stata resa pubblica. Il copricapo e i passamontagna che le forze dell'ordine dell'Ice indossano servirebbero proprio a rendere impossibile il riconoscimento.

Nel rapporto si legge che il personale del Customs and Border Protection avrebbe tentato di mettere Pretti in custodia e che l’uomo avrebbe opposto resistenza, dando origine a una colluttazione. Durante quei momenti concitati, un agente avrebbe urlato più volte "Ha una pistola", mentre altri colleghi erano impegnati a immobilizzarlo a terra. La relazione prosegue spiegando che, circa cinque secondi dopo l’allarme, un agente della Border Patrol avrebbe sparato con una Glock 19 in dotazione, seguito subito dopo da un altro agente che avrebbe esploso colpi con una Glock 47. Il documento non chiarisce se entrambi i proiettili abbiano colpito direttamente Pretti, ma conferma che le armi utilizzate appartenevano alle dotazioni ufficiali. Dopo la sparatoria, uno degli agenti avrebbe dichiarato di essere entrato in possesso dell’arma di Pretti, poi sequestrata e messa in sicurezza all’interno di un veicolo di servizio. Gli operatori avrebbero quindi tagliato gli indumenti dell’uomo e prestato i primi soccorsi applicando medicazioni sul torace, in attesa dell’arrivo dei sanitari.

Il rapporto preliminare non conferma alcune affermazioni circolate nelle ore successive all’uccisione, secondo cui Pretti avrebbe tentato di colpire deliberatamente gli agenti. Anche l’ipotesi che l’uomo stesse brandendo l’arma al momento degli spari non trova riscontro diretto nella ricostruzione ufficiale e nei video circolati online. Questi mostrano invece Pretti già a terra, colpito e immobilizzato con forza da più agenti, dopo essere intervenuto in difesa di una manifestante spintonata durante la protesta. Si vedono gli agenti afferrarlo per le gambe, spingerlo sulla schiena e tenerlo bloccato mentre si odono le urla che segnalano la presenza di una pistola.

Secondo la relazione, solo dopo che Pretti era stato atterrato uno degli agenti avrebbe individuato l’arma. Cinque secondi più tardi sarebbero partiti i colpi. L’ambulanza sarebbe arrivata circa dieci minuti dopo, ma per l’infermiere non c’è stato nulla da fare, con il decesso dichiarato poco dopo in ospedale.

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