19 Gennaio 2026
Groenlandia e Trump
Donald Trump torna a far parlare di sé con una mossa che ha scosso la diplomazia internazionale: l’imposizione di dazi del 10%, destinati a salire al 25% da giugno, contro otto Paesi europei che si oppongono alla sua proposta di “acquisto completo e totale” della Groenlandia. Il provvedimento, annunciato con un post su Truth Social, ha immediatamente innescato una crisi tra Stati Uniti e Unione Europea.
Non è la prima volta che Trump manifesta interesse per l’isola artica, territorio autonomo del Regno di Danimarca. Già nel 2019, durante il suo primo mandato, l’ex tycoon aveva avanzato l’idea di acquistare la Groenlandia, suscitando reazioni tra l’incredulo e l’indignato. Ora, tornato alla Casa Bianca, rilancia: “La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale americana. Solo noi possiamo proteggerla da Cina e Russia”.
Secondo fonti vicine all’amministrazione, il piano prevederebbe un'offerta economica diretta alla Danimarca, accompagnata da promesse di investimenti infrastrutturali e militari. Ma la risposta europea è stata netta: nessuna trattativa è in corso, né lo sarà.
Per esercitare pressione, Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi del 10% su una vasta gamma di prodotti provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia. Le tariffe saliranno al 25% dal 1° giugno 2026, “a meno che non venga raggiunto un accordo ragionevole sulla Groenlandia”, ha dichiarato il presidente. “Questi Paesi stanno interferendo con un’opportunità storica per l’America. Hanno mandato truppe e navi nell’Artico per ostacolare la nostra missione. È inaccettabile”, ha scritto Trump.
La reazione dell’Unione Europea è stata immediata. I 27 ambasciatori si sono riuniti in sessione straordinaria a Bruxelles. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha dichiarato: “La Groenlandia non è in vendita. Le minacce economiche non sono uno strumento accettabile di diplomazia”. Anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha condannato l’iniziativa, definendola “una provocazione che mina la cooperazione transatlantica”. Si valuta la sospensione dell’accordo commerciale UE-USA.
A Copenaghen e Nuuk, capitale della Groenlandia, migliaia di persone sono scese in piazza con slogan come “Make America Go Away” e “La nostra terra non è in vendita”. La premier groenlandese Múte B. Egede ha ringraziato l’Europa per il sostegno, ribadendo che “la nostra autonomia non è negoziabile”.
L’Italia non è tra i Paesi colpiti dai dazi, ma il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato: “Non c'è nulla da festeggiare. L’unità europea è fondamentale”. Fonti di Palazzo Chigi parlano di “preoccupazione per l’escalation” e auspicano “un ritorno al dialogo”.
L’Artico è sempre più al centro degli interessi strategici globali. Le rotte commerciali, le risorse energetiche e la competizione con Russia e Cina rendono la regione cruciale. La base americana di Thule, in Groenlandia, è già un pilastro della difesa USA. Ma l’idea di acquisire l’intera isola, seppur suggestiva per Trump, appare irrealistica e pericolosa.
Di Nico Combattelli Popoli (Pe)
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