16 Gennaio 2026
Il ministro della Difesa Guido Crosetto dice no all’invio di soldati italiani in Groenlandia. Dal Senato critica l’idea di mandare piccoli contingenti militari nell’isola artica: “Mandarne 100, 200 o 300? Sembra l’inizio di una barzelletta”, afferma. Per Crosetto non si tratta di una gara tra Paesi e ribadisce la necessità di un coordinamento Nato.
“Cento, duecento soldati in Groenlandia che fanno? Sembra l'inizio di una barzelletta...”. Con questa battuta, pronunciata davanti ai cronisti al Senato, il ministro della Difesa Guido Crosetto liquida le iniziative di alcuni Paesi europei che stanno inviando, “alla spicciolata”, piccoli contingenti militari nell’isola artica.
La Groenlandia, territorio autonomo sotto la sovranità della Danimarca, è tornata al centro delle tensioni geopolitiche internazionali dopo che Donald Trump ne ha fatto un obiettivo strategico dichiarato. Il presidente degli Stati Uniti insiste sull’importanza dell’isola per la sicurezza nazionale americana e per scongiurare, a suo dire, che l’Artico diventi una nuova area di espansione per Cina e Russia.
In questo contesto, quella che Crosetto definisce l’“anima europea della Nato” ha scelto di muoversi inviando gruppi limitati di militari. Una linea che però non convince Roma. “Mandare soldati in Groenlandia? Non è una gara a chi manda i militari in giro per il mondo, il nostro è un atteggiamento razionale. Abbiamo chiesto che fosse la Nato a coordinare, noi dobbiamo unire e non spaccare. Cento, duecento soldati in Groenlandia che fanno? Sembra l'inizio di una barzelletta...”, ribadisce il ministro.
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