16 Gennaio 2026
Groenlandia, fonte: X @AquelaLara
È ufficialmente partita la missione “Arctic Endurance”, l’esercitazione militare promossa dalla Danimarca con il coinvolgimento di 8 Paesi della Nato. I primi contingenti sono già arrivati a Nuuk, capitale della Groenlandia. L’operazione nascerebbe per fornire assistenza alle autorità locali e rafforzare la sicurezza delle infrastrutture strategiche viste le mire di Donald Trump sull’isola artica.
Scattata da qualche ora, la missione Arctic Endurance, nota anche come “resistenza artica”, vede il coinvolgimento diretto di otto Paesi dell’Alleanza Atlantica che stanno rispondendo alle crescenti tensioni legate alle pretese di Donald Trump sulla Groenlandia. In questo contesto, la capitale Nuuk sta iniziando a popolarsi dei primi contingenti militari dei Paesi partecipanti all’esercitazione guidata dalla Danimarca, Stato da cui dipende amministrativamente l’isola.
Copenaghen, del resto, si era già mossa dalla scorsa estate per rafforzare la propria presenza militare in Groenlandia, mobilitando le forze armate danesi e avviando esercitazioni specifiche per la protezione delle infrastrutture strategiche. Un rafforzamento che oggi trova ulteriore impulso proprio nell’ambito della missione “Arctic Endurance”.
Tra i primi ad arrivare a Nuuk ci sono stati 15 soldati francesi, nella capitale groenlandese abitata da circa 20mila persone. Ma si tratta solo dell’avvio dell’operazione: il presidente Emmanuel Macron ha infatti chiarito che "nei prossimi giorni" verranno dispiegati ulteriori rinforzi francesi, con assetti terrestri, aerei e marittimi.
Anche la Germania ha preso parte all’iniziativa, inviando un aereo da trasporto A400M con a bordo 13 soldati. Berlino ha tuttavia precisato che la permanenza dei militari tedeschi in Groenlandia sarà limitata a poche ore e che l’esercitazione va letta nel quadro di una crescente competizione strategica nell’Artico, dove "Russia e Cina stanno utilizzando sempre più l'Artico per scopi militari, mettendo così a repentaglio la libertà di trasporto, comunicazione e rotte commerciali".
Il dispositivo Nato prevede inoltre l’arrivo a Nuuk di ufficiali dell’esercito svedese, due soldati norvegesi, un ufficiale britannico, un ufficiale della Marina olandese e due militari delle forze armate finlandesi. A questi dovrebbero aggiungersi anche alcuni soldati estoni. Il Canada, pur senza inviare truppe, ha confermato il proprio sostegno all’iniziativa e alla sovranità groenlandese, annunciando l’intenzione di aprire a breve un consolato nella capitale.
Secondo quanto confermato dal ministero della Difesa danese, la missione Arctic Endurance includerà "la sorveglianza di installazioni essenziali, l'assistenza alle autorità locali, compresa la polizia, l'accoglienza di truppe alleate, lo schieramento di aerei da combattimento in Groenlandia e nei dintorni e la risoluzione di compiti navali". Un banco di prova che consentirà anche di testare la reale “resistenza artica” dei militari impegnati nelle difficili condizioni climatiche polari.
Dopo l’arrivo dei primi contingenti europei, non si è fatta attendere la reazione della Casa Bianca. Washington ha infatti fatto sapere che la presenza di truppe Nato sull’isola non influenzerà le decisioni di Donald Trump. Un’iniziativa europea che, rimasta senza effetti oltreoceano – nonostante il continuo pressing legato a quello che gli Stati Uniti hanno definito un "bisogno strategico” di controllo della Groenlandia – ha invece provocato una dura risposta da parte della Russia.
Secondo il Cremlino, l’Artico è già entrato in una fase di "militarizzazione accelerata" da parte della Nato. La posizione è stata espressa dall’ambasciata russa in Belgio, che ha manifestato "seria preoccupazione" per la mobilitazione alleata nell’estremo nord. Mosca ritiene che i Paesi Nato, in particolare la Danimarca, stiano sfruttando la presunta minaccia cinese e russa per giustificare un’espansione della propria presenza nella regione.
A ribadirlo è stato anche l’ambasciatore russo in Danimarca, Vladimir Barbin, in un’intervista all’agenzia Tass. "La Russia non coltiva piani aggressivi contro i suoi vicini nell'Artico, non li minaccia con azioni militari, e non cerca di acquisire i loro territori", ha dichiarato. Una linea confermata anche dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha avvertito come Mosca non lascerà senza risposta eventuali azioni ritenute lesive dei propri interessi di sicurezza nella regione artica.
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