13 Gennaio 2026
Randy Fine, Groenlandia, fonte: Wikipedia
Un deputato repubblicano statunitense, Randy Fine, ha presentato alla Camera dei Rappresentati un disegno di legge sull'annessione della Groenlandia da parte americana, con il quale viene permessa "qualsiasi azione" per portare avanti il progetto di conquista. Il deputato ha giustificato il ddl affermando che il possesso di Nuuk sia "indispensabile per la nostra sicurezza e ricchezza".
Un disegno di legge destinato a far discutere scuote i rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Il deputato repubblicano Randy Fine ha presentato alla Camera dei Rappresentanti il Greenland Annexation and Statehood Act, una proposta che mira ad autorizzare la Casa Bianca a intraprendere “qualsiasi azione necessaria” per annettere la Groenlandia e avviare il percorso per trasformarla nel 51° Stato degli Stati Uniti.
Secondo Fine, la mossa sarebbe indispensabile per la sicurezza nazionale americana. In un comunicato ufficiale, il deputato ha definito la Groenlandia “una risorsa vitale”. “Chi controlla la Groenlandia controlla le principali rotte di navigazione artiche e l’architettura di sicurezza che protegge gli Stati Uniti”, ha dichiarato, sostenendo che Washington non può permettere a potenze rivali di acquisire influenza in una regione strategica sempre più centrale.
Il disegno di legge prevede non solo la possibilità di negoziare o acquisire il territorio, oggi autonomo ma formalmente parte del Regno di Danimarca, ma anche l’obbligo per l’amministrazione statunitense di presentare al Congresso un rapporto dettagliato sulle modifiche legislative necessarie per l’ammissione della Groenlandia come Stato federale. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’espansione di Cina e Russia nell’Artico, un’area resa sempre più accessibile dallo scioglimento dei ghiacci e cruciale per risorse naturali e nuove rotte commerciali.
L’iniziativa è arrivata poche ore dopo le dichiarazioni del primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen, che ha ribadito l’appartenenza dell’isola alla Danimarca e la cooperazione con la Nato per la sua difesa. Le parole di Fine si inseriscono inoltre in un contesto politico più ampio, segnato dal rinnovato interesse del presidente Donald Trump per l’annessione della Groenlandia, già evocata durante il suo precedente mandato.
La proposta ha suscitato forte preoccupazione in Europa, dove viene vista come una potenziale violazione dell’equilibrio geopolitico e del diritto internazionale. A complicare ulteriormente il quadro, l’ambasciatore russo in Danimarca, Vladimir Barbin, ha espresso sostegno all’indipendenza della Groenlandia, affermando che l’isola non desidera far parte né degli Stati Uniti né della Danimarca.
In un’Artico sempre più conteso, il disegno di legge di Fine rischia di aprire una nuova fase di tensioni diplomatiche, sollevando interrogativi sul futuro della Groenlandia e sul ruolo delle grandi potenze nella regione.
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