12 Gennaio 2026
Mario Burlò e Alberto Trentini, fonte: X, @Francesca Totolo
Il cooperante Alberto Trentini è stato liberato dal Venezuela 423 giorni dopo la cattura. Ecco le sue prime dichiarazioni: "È stato tutto così improvviso. Inaspettato. Non sapevamo nulla della cattura di Maduro. Sono felice, ringrazio l'Italia. Ora posso fumare una sigaretta?". Trentini ha anche ammesso che "ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato" riferendosi a lui e a Mario Burlò, imprenditore torinese, anch'esso liberato. È già partito il volo che li riporterà in Italia.
Alberto Trentini è arrivato all'ambasciata italiana a Caracas a notte fonda. Sia lui che Burlò hanno subito potuto chiamare i familiari in Italia. Trentini ha telefonato alla madre e alla fidanzata.
Il cooperante veneto non si aspettava di essere liberato, come ha ammesso lui stesso. Negli ultimi giorni il Venezuela ha aperto alla liberazione dei detenuti italiani. Il caso di Trentini era diventato il più spinoso: era stato arrestato il 15 novembre 2024, tre settimane dopo il suo arrivo in Venezuela, per accuse di cospirazione. Mai un ostaggio italiano era stato in carcere per un periodo così lungo.
Trentini ha affermato che "nell'ultimo trasferimento non siamo stati incappucciati, a differenza delle altre volte" e che "anche il cibo era sufficiente".
La premier Meloni ha ringraziato la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez: "Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato".
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