08 Gennaio 2026
Maduro catturato, fonte: Telegram, @polivox
Secondo le autorità locali, durante il raid condotto dagli Usa sul Venezuela per catturare e rapire Nicolás Maduro sarebbero morte almeno 100 persone e un numero simile sarebbe rimasto ferito. Nel corso dell’operazione militare, avvenuta il 3 gennaio a Caracas, il leader venezuelano è stato colpito a una gamba mentre la moglie Cilia Flores ha riportato una ferita alla testa.
L'attacco condotto dagli Stati Uniti a Caracas per catturare e rapire il presidente Nicolas Maduro ha causato la morte di 100 persone. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno venezuelano, Diosdado Cabello. "Finora, e sottolineo finora, ci sono 100 morti, 100, e un numero simile di feriti - ha detto durante la trasmissione settimanale sulla tv pubblica -. L'attacco contro il nostro Paese è stato terribile".
Inoltre, il presidente venezuelano destituito Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sarebbero rimasti feriti nel corso del blitz americano del 3 gennaio a Caracas. "Cilia è stata ferita alla testa e ha ricevuto un colpo al corpo - ha detto ancora Cabello durante la trasmissione settimanale sulla tv pubblica -. Il compagno Nicolas è stato ferito a una gamba. Fortunatamente si stanno riprendendo dalle ferite".
Tra i morti nell’attacco figurano anche cubani che proteggevano Maduro. Le autorità cubane hanno informato i familiari di Adriel Adrián Socarrás Tamayo, capitano del Ministero dell'Interno morto in Venezuela, che non sarà possibile rimpatriare né consegnare i suoi resti a causa della "situazione di guerra" a Caracas. Il militare, 32 anni, figura tra i 32 cittadini cubani uccisi negli scontri legati alla cattura di Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio scorso. Secondo fonti militari e funzionari del Partito comunista del municipio di Yara, nella provincia di Granma, l'impossibilità di riportare la salma sarebbe dovuta a limitazioni operative negli aeroporti e al contesto bellico riporta il sito all news cubano indipendente Cibercuba. I familiari denunciano tuttavia l'assenza di informazioni chiare sia sulle circostanze della morte sia sull'effettiva disponibilità del corpo. "Nessuno ci ha detto: il corpo lo abbiamo", ha riferito un parente a Martí Noticias. Il comandante dell'unità ha confermato che il capitano faceva parte del cordone di sicurezza di Maduro ed è morto "tiro a tiro". L'Avana ha reso pubblici nomi e fotografie dei 32 caduti, riconoscendo per la prima volta la presenza militare cubana in Venezuela e proclamando il lutto nazionale il 5 ed il 6 gennaio scorsi.
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