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Usa, Gentiloni: "La rinuncia a un ruolo globale mina le basi della superpotenza americana", i dem approvano l'uso della forza militare

La percezione è finalmente chiara. La politica estera degli Stati Uniti, secondo la narrativa dei Democratici statunitensi e dei Partiti che in Europa ne seguono l'ideologia, di cui Gentiloni è uno dei rappresentanti, deve essere in grado di utilizzare il militare per affermare il cosiddetto "ordine basato sulle regole"

05 Gennaio 2026

Usa, Gentiloni: "La rinuncia a un ruolo globale mina le basi della superpotenza americana", i dem approvano l'uso della forza militare

Paolo Gentiloni, fonte: imagoeconomica

"Il rischio che la rinuncia a un ruolo globale mini le basi stesse della superpotenza americana, dollaro incluso, è evidente.” Così si esprime Paolo Gentiloni nell’articolo apparso su La Repubblica del 29 dicembre. La percezione è finalmente chiara. La politica estera degli Stati Uniti, secondo la narrativa dei Democratici statunitensi e dei Partiti che in Europa ne seguono l'ideologia, di cui Gentiloni è uno dei rappresentanti, deve essere in grado di utilizzare il militare per affermare il cosiddetto "ordine basato sulle regole" e difendere la supremazia del dollaro.

L’Ordine basato sulle regole oppure quella che possiamo chiamare Pax Americana, implica, come afferma Jeffrey Sachs, che la stessa azione sia giudicata diversamente se compiuta dall’occidente o dal resto del mondo. La NATO può espandersi ai confini della Russia ma se questa o la Cina avessero l’adire di installare basi militari in Messico, si griderebbe alla minaccia da parte delle autocrazie. Se Israele attacca il Libano o l'Iran, si tratta di guerre preventive contro Stati canaglia e il terrorismo islamico. Se Mosca risponde ai bombardamenti delle popolazioni Russofone da parte di Kiev invadendo l'Ucraina, Putin è un criminale di Guerra. Abbiamo uno strabismo ideologico legittimato non solo dai politici. Purtroppo l'accademia e il giornalismo di regime non hanno remore ad abbandonare l’analisi oggettiva e indipendente. Al netto della propaganda, relativa alla difesa della democrazia contro le autocrazie, come Gentiloni chiarisce, l'impero statunitense deve militarizzare il dollaro per mantenere la supremazia unipolare occidentale malgrado in termini economici, di popolazione, di materie prime e ormai anche di tecnologie il resto del mondo organizzato nei BRICS e protetto dal rivale strategico di Washington, la Cina, è divenuto maggioritario. Infine una boccata di ossigeno. Un pensiero chiaro senza mistificazioni. Il pericolo è rappresentato dall’anomalia Trump, dalla ideologia isolazionista, dall'"America first". Il gioco per la propaganda si fa facile. Trump viene descritto come il distruttore del diritto, del multilateralismo, colui che incarna le tendenze della destra populista e radicale anche Europea. Se dal manicheismo torniamo nell’ambito razionale, possiamo renderci conto che il Multilateralismo basato su ONU e OSCE, è stato distrutto dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica dalle guerre di esportazione della democrazia, dalla NATO braccio armato delle politiche neoconservatrici statunitensi che da Bush junior a Biden hanno imperversato in Medio Oriente e in Nord Africa. L'Ucraina ne è l’ultima manifestazione con caratteristiche aggravate dal teatro di guerra, l'Europa, e dall'individuazione del nemico in una potenza nucleare, la Russia. Con Trump è vero le parvenze e la propaganda ideologica sono abbandonate. L'imperialismo mostra il suo volto più sincero. La Groenlandia, Cuba, il Venezuela, l'Iran, Gaza, sono terre di conquista. Il terrorismo contro le leadership nemiche, si tratti di Hamas, degli Hezbollah, degli scienziati iraniani, del generale Suleimani sono permessi. Le esecuzioni extragiudiziarie contro i pescatori venezuelani fanno concorrenza a quelle di Obama. A Gaza si pone fine a un genocidio di cui Biden è responsabile quanto Trump con una pace coloniale, che di fatto lasca mano libera a Israele in Cisgiordania. Gentiloni tuttavia non rimarca la continuità dell’impero. Boicottare Trump diviene essenziale non perché con lui trionfi senza più ipocrisie la forza sul diritto, in politica estera e interna, ma perché egli non è affidabile. Trump non è ben visto dai grandi fondi, dalle burocrazie del Pentagono e dell’intelligence, dal complesso militare industriale che nei DEM e nelle guerre di esportazione della democrazia, quindi nel dominio imperiale di Washington e nella difesa del dollaro, hanno la loro migliore espressione. La continuazione della guerra in Ucraina, l'instabilità perseguibile con attacchi terroristici ucraini alla Russia, divengono essenziali alla defenestrazione di un parvenu del potere. Si conta sulle elezioni di mid term come primo importante appuntamento che potrebbe, ad avviso di Gentiloni, dare inizio al declino di Trump. Mi sembra che i desideri dell’establishment democratico non facciano i conti con la realtà. Il multipolarismo e il declino dell’Impero sono una realtà. La supremazia militare Statunitense, può essere un rimedio cosmetico ma non può cambiare le carte in tavola. Soltanto il compromesso politico nella riforma della governance politica ed economica mondiale può salvare il salvabile. La mediazione con il nostro principale creditore, la Cina, è essenziale per evitare il rischio di una terza guerra mondiale. La maggioranza Ursula attua la politica dello struzzo e si impegna a credere alla propria propaganda.

Di Elena Basile

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